Riportiamo in anteprima per la nostra rubrica "Parola ai Comitati" e per la pagina Facebook "Riforma Pensioni e lavoro" il punto della situazione di Orietta Armiliato del Comitato Opzione Donna Social. "Siamo arrivate alla fine del mese di Giugno che ci ha portato, oltre al pensiero di Papa Francesco sulla tutela dei diritti sindacali, anche la data di avvio della cd. Fase2, fase che durante il proprio cammino di confronto e mediazione vedrà il concretizzarsi delle proposte che saranno inserite nella discussione della prossima legge di bilancio.

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Il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, confermando l'appuntamento schedulato per il prossimo 4 Luglio, ha voluto ricordare quanto fatto dal Governo su questo fronte" ha quindi evidenziato la fondatrice del CODS.

Pensioni anticipate, prosegue il lavoro sulla flessibilità in accesso all'Inps

Stante la situazione, "tutto ciò conferma la volontà di continuare a percorrere la strada della flessibilità, così come stabilito dal protocollo firmato dalle parti sociali lo scorso settembre, tant'è che anche Il prof. Marco Leonardi, consigliere economico di palazzo Chigi, ha affermato che per il futuro sono auspicabili": taglio al costo del lavoro per giovani; politiche attive per le crisi; allargamento dell'APE per la flessibilità del pensionamento senza sfasciare i conti pubblici".

Secondo Armiliato, "proprio questa ultima assunzione ci fa pensare che la nostra proposta di pensionamento anticipato che abbiamo battezzato #opzioneAPEdonna, potrebbe essere accolta positivamente, poiché rientra in quel perimetro di flessibilità che non va a gravare sulle linee di conto che la Ragioneria dello Stato deve tenere in costante equilibrio. Alla nostra proposta formalizzata qualche tempo fa, Marco Leonardi ha risposto testualmente: "faremo il possibile ma non abbiamo ancora nessuna indicazione sulla legge di bilancio". Chiaro che le indicazioni e gli orientamenti economici si delineeranno con la ripresa del confronto fra le parti".

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Riforma previdenziale, le novità sui lavori di cura

Infine, la rappresentante delle iscritte al CODS si è soffermata sul nodo dei lavori di cura. "Per quanto invece attiene la possibile valorizzazione dei lavori di cura, argomento assurdamente contestato da alcune rappresentanti dei Comitati femminili presenti in FB ma inserito a pieno titolo nel verbale sul quale Sindacati e Governo stanno lavorando, ricordiamoci che il lavoro svolto dalle donne all'interno della propria famiglia non è un lavoro di mercato e non è socialmente riconosciuto come tale.

Quindi la conciliazione tra lavoro formale e responsabilità di cura è uno dei fattori che da sempre hanno determinano la differenza salariale tra uomini e donne e la conseguente diversa situazione previdenziale". Sulla base di questa premessa, per Armiliato "sarebbe quindi sano, corretto ed auspicabile un conferimento di pregio e conseguentemente di valore economico, traducibile in un sistema che aiuti le donne a superare lo stato di lavoratrice/disoccupata in attesa di un reddito, arrivando a quella di pensionata in quella che deve essere un'età ragionevole, così come è stato per il passato".

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