Le ultime novità sulla riforma delle pensioni ad oggi 9 giugno 2017 vedono arrivare nuove rivendicazioni sindacali. Dopo le puntualizzazioni espresse dalla Cigl, anche la Uil torna a chiedere un intervento di apertura rispetto ai requisiti contributivi utili per poter usufruire dell'APE sociale e della Quota 41. Nel frattempo si rilevano importanti aggiornamenti sulla previdenza complementare, sia in merito al numero degli iscritti che rispetto ai versamenti effettuati nell'anno passato. Infine, la Consulta ha fissato la data di udienza relativa al c.d.
Bonus Poletti ed alla legittimità del meccanismo di adeguamento scelto dal Governo. Vediamo insieme tutti i dettagli nel nostro nuovo articolo di approfondimento.
Pensioni flessibili, sull'APE sociale serve un intervento di apertura dei requisiti
Nella nostra intervista di mercoledì scorso al Segretario confederale Ghiselli abbiamo portato all'attenzione dei lettori le considerazioni della Cgil in merito all'APE sociale ed alle altre misure di flessibilità previdenziale. Sulla questione è intervenuto anche il Segretario Confederale Uil Domenico Proietti, rimarcando la necessità di allentare i paletti posti per i lavoratori precoci che desiderano accedere alla Quota 41 e per l'accesso all'anticipo pensionistico.
È in particolare il nodo del requisito contributivo a preoccupare il sindacalista, che punta il dito contro i 36 anni richiesti per alcune categorie, come avviene ad esempio per coloro che hanno lavorato nell'edilizia.
Previdenza complementare: aumentano le adesioni ma in 2 milioni sospendono i pagamenti
Nel pomeriggio di ieri sono arrivati anche i dati aggiornati in merito all'andamento del secondo pilastro previdenziale. A diffonderli è la Covip, l'Ente di vigilanza del comparto, attraverso una relazione inviata al Parlamento. Secondo il dossier, nel 2016 c'è stato un aumento del 7,6% degli iscritti ai fondi pensione, arrivati oggi a 7,8 milioni di aderenti. Vi è però da considerare che la base di contribuenti è composta da circa 620mila persone con doppia iscrizione, pertanto il numero effettivo e depurato dei titolari di un FP corrisponde a 7,3 milioni.
Il dato deve inoltre confrontarsi con una situazione complicata dal punto di vista della contribuzione, visto che circa 2 milioni di iscritti non ha effettuato versamenti nel corso dell'anno passato.
Bonus Poletti, la corte costituzionale l'udienza al 24 ottobre
L'ultima notizia in arrivo dal comparto previdenziale riguarda chi ha già ottenuto l'agognato assegno. La Corte Costituzionale ha infatti programmato per il prossimo 24/10 l'udienza con la quale prenderà una decisione in merito alla legittimità del c.d. Bonus Poletti. I giudici saranno quindi chiamati ad esprimersi sul meccanismo di rivalutazione che prevede il riconoscimento dell'adeguamento all'inflazione fino ad un massimo di 6 volte l'assegno minimo, con un blocco totale per chi supera tale soglia.
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