Torniamo a fare il punto della situazione sull'anticipo pensionistico tramite APE volontaria, aziendale e RITA. Si tratta di tre provvedimenti che erano previsti con la scorsa legge di bilancio e che nonostante dovessero partire a maggio 2017, non hanno ancora trovato applicazione pratica. Nelle scorse settimane molti lettori della nostra pagina Facebook "Riforma Pensioni e lavoro" e della rubrica "Parola ai Comitati" ci hanno chiesto un aggiornamento in merito allo sblocco delle misure. Vediamo insieme i nuovi aggiornamenti nel nostro articolo di approfondimento.

Pensioni anticipate, ancora attesa per l'APE volontaria e la versione aziendale

Partiamo dall'APE volontaria, un'opzione di uscita dal lavoro per la quale negli scorsi giorni è stato compiuto un importante passo in avanti. Il Governo ha infatti trovato un accordo con i rappresentanti di banche e assicurazioni (ABI e ANIA) per l'erogazione del prestito pensionistico che dovrà consentire l'uscita dal lavoro a partire dai 63 anni di età e 20 anni di contribuzione. Al momento si sa che il tasso sarà attorno al 2,75% - 2,85%, percentuale a cui andrà aggiunto il premio per l'assicurazione sulla vita ed il contributo per il fondo di garanzia.

Per quanto è dato sapere ad oggi, tra le banche che parteciperanno ci sono Unicredit e Intesa San Paolo, mentre tra le compagnie assicurative troviamo Generali, Unipol, Allianz, Poste e Cattolica Assicurazioni. Le ultime informazioni rese disponibili fino ad ora stimano la possibile aperture della finestra di invio delle pratiche entro la fine dell'anno, ma anche se tale scadenza sarà rispettata resta difficile che i lavoratori possano ricevere un responso nel 2017.

Da ricordare che anche l'avvio dell'APE aziendale resta legato alle medesime tempistiche, con l'unica differenza che sarà il datore di lavoro ad accollarsi il costo dell'operazione.

Uscite flessibili, ecco cosa cambia con la rendita anticipata dei fondi pensione

Novità importanti in vista anche per la rendita integrativa anticipata temporanea dei fondi pensione, che con l'approvazione della Manovra 2018 dovrebbe slegarsi dall'APE volontaria ed essere accessibile fino a 10 anni in anticipo per chi dovesse vivere situazioni di disagio in età avanzata.

Con la nuova legge di bilancio la RITA si apre infatti a coloro che restano disoccupati dopo i 61 anni e 7 mesi, ma la misura sarà accessibile anche per chi è inoccupato da oltre 24 mesi e matura il diritto alla pensione di vecchiaia entro i successivi 10 anni. Oltre a ciò, al lavoratore viene garantito il massimo vantaggio fiscale possibile, applicando la ritenuta minima (dal 15% al 9%, a seconda del periodo di permanenza nella previdenza complementare), oppure consentendo di portare in dichiarazione dei redditi la rendita per avvalersi della tassazione ordinaria.

Come da nostra prassi, restiamo a disposizione dei lettori nel caso desiderino aggiungere un nuovo commento nel sito in merito alle ultime novità che abbiamo riportato.

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