Le ultime novità sulle pensioni anticipate ad oggi 14 aprile 2018 vedono concentrarsi le principali notizie sul nuovo meccanismo di anticipo pensionistico legato all'APE di mercato. Emergono infatti i primi dati sulla base delle richieste già pervenute, mentre dai sindacati si registra la perplessità sulla misura, soprattutto per quanto concerne il ruolo delle donne. Nel frattempo dal CODS arrivano alcune considerazioni in merito al funzionamento dell'opzione. Infine, le ultime considerazioni dalla politica si concentrano su di un'eventuale proroga del meccanismo di prepensionamento.

Vediamo insieme tutti i dettagli nel nostro nuovo articolo di approfondimento.

Pensioni anticipate e APE volontaria: domanda media di 1100 euro al mese

L'anticipo pensionistico di mercato è appena partito, ma sono già state ricevute le prime domande. In poche ore le pratiche aperte erano già più di 100, provenienti da tutta Italia. Gli ultimi dati forniti dal Responsabile della Banca dei Territori indicano che in più di 8 casi su 10 si tratta di uomini, che hanno richiesto un anticipo per poco meno di tre anni. In merito invece agli importi, la media mensile corrisponde invece a 1100 euro. Infine, il Tan dell'operazione è di circa il 3%.

Camusso (CGIL): l'APE di mercato penalizza le donne

Secondo la leader della CGIL Susanna Camusso, il nuovo anticipo pensionistico di mercato risulterebbe poco conveniente per le donne, perché "le penalizza dal punto di vista del rendimento pensionistico".

Oltre a ciò, esiste anche un'altra questione a livello strutturale, visto che "il lavoro di cura è tutto a carico delle donne e questo determina interruzioni nel percorso lavorativo". Mentre un'ulteriore questione da approfondire riguarderebbe le implicazioni della differenza salariale rispetto agli uomini.

Armiliato (CODS): sostanzialmente d'accordo con la Segretaria Generale CGIL

"Sono sostanzialmente d’accordo con Susanna Camusso - Segretaria Generale CGIL, anche se mi piacerebbe poter approfondire alcuni aspetti delle sue assunzioni". Lo afferma la fondatrice del CODS Orietta Armiliato, spiegando che "sostanzialmente non è totalmente, poiché quello che stride a mio avviso su quanto enunciato da Susanna Camusso è legato alla sua assunzione sul discorso dei contributi necessari per Ape Volontaria, dove sono richiesti 20 anni di versamenti per accedere.

Ecco" prosegue la fondatrice del CODS, "diciamo che questi non sarebbero neppure così penalizzanti quantitativamente, attese le discontinuità lavorative cui le donne per “N” motivi (lavoro di cura in primis”) sono soggette, ma la debolezza della misura per la platea femminile sta nel fatto che con 20 anni di contributi versati in base ai salari percepiti normalmente dalle donne, diventa oneroso andare a decurtare importi da un mensile che, giocoforza, è già piccolo di suo".

Damiano (PD): serve rendere l'APE strutturale

“Il via libera all’Ape volontaria, che consente di andare in pensione a partire dai 63 anni avendo almeno 20 anni di contributi, è sicuramente una buona notizia”. Lo afferma l'esponente democratico Cesare Damiano, ricordando che i costi legati alla misura sono considerabili come "oneri limitati" oltre che "agevolati dalle previste detrazioni fiscali al 50% della quota interessi e della copertura assicurativa".

In merito ad una sua possibile proroga, "la richiesta che ci sentiamo di fare al nuovo Governo è che l’Ape (sociale e volontaria), che è soltanto sperimentale e a termine, diventi strutturale”.

Come funziona il fondo di garanzia legato alla misura

In merito all'APE volontaria si parla molto del prestito bancario e dell'assicurazione contro la premorienza, ma resta poco noto come funziona il fondo di garanzia presente nell'opzione ed in quali casi è possibile farvi ricorso. La questione è stata affrontata recentemente dall'Inps attraverso un messaggio di approfondimento, con il quale l'istituto ha spiegato che l'attivazione del fondo può avvenire per revoca della pensione, incapienza dell'assegno, per mancato intervento della società assicuratrice oppure nel caso in cui l'istituto bancario non sia stato informato del decesso del richiedente e abbia quindi erogato quote dell'APE senza aver poi riuscire nel recupero.

Come da nostra prassi, restiamo a disposizione dei lettori qualora desiderino aggiungere un commento nel sito o nella pagina Facebook "Riforma Pensioni e Lavoro" in merito alle ultime novità su lavoro, welfare e previdenza riportate nell'articolo.