I tagli alle pensioni d'oro rischiano di creare il primo vero dissenso politico tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega: una questione delicata che potrebbe generare non pochi imbarazzi soprattutto nei principali esponenti del partito del Carroccio. Se da una parte il leader pentastellato, Luigi Di Maio, parla di 'Pensioni d'oro senza contributi versati' come di 'un ricordo', dall'altra il segretario della Lega, Matteo Salvini, sta cercando di porre un freno alle dichiarazioni forse un po' troppo estremistiche dell'alleato di Governo.

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La Lega frena il Movimento Cinque Stelle sulle pensioni d'oro

Il problema principale è rappresentato dal ricalcolo dell'età della pensione di vecchiaia che, in base alle speranza di vita attuali, porterebbe ad una penalizzazione sul metodo retributivo: non si tratterebbe, quindi, di una differenza tra contributi versati e contributi ricevuti. Un ricalcolo che la Lega sembrerebbe non gradire troppo.

I quotidiani 'Il Corriere della Sera' e 'Repubblica' parlano di possibile dissidio tra le due forze politiche.

Il problema risiede nel testo del disegno di legge Molinari-D'Uva dove verrebbe ricalcolata l'età della pensione di vecchiaia secondo le tabelle attuali della speranza di vita, attuando così una penalizzazione sul metodo retributivo per le pensioni con importo superiore ai quattromila euro mensili: Matteo Salvini dev'essersi accorto che, stando così le cose, diversi elettori del Carroccio potrebbero risultare, alla fine, penalizzati.

Meglio il contributo di solidarietà, secondo la Lega

Come avvenuto con il decreto Dignità, la Lega non si sarebbe accorta, per così dire, dell'equivoco burocratico ed ora si troverebbe in forte imbarazzo di fronte ai proclami enunciati da Luigi Di Maio.

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Una matassa non facile da districare, tanto più che il Partito del Carroccio starebbe pensando di deviare verso l'ipotesi del contributo di solidarietà, sponsorizzato dall'economista vicino a Salvini, Alberto Brambilla, quel contributo di solidarietà di cui si è parlato nei giorni scorsi e che avrebbe durata, al massimo, triennale per rispettare i paletti suggeriti dalla Corte Costituzionale. Si prospetta un Ferragosto particolarmente caldo, sul fronte politico, un Ferragosto che rischia di mettere già a dura prova l'alleanza di Governo, in vista dell'ostacolo ben più arduo, rappresentato dalla quadratura dei conti per la Legge di Bilancio 2019.