Non piace affatto la riforma delle Pensioni che sta mettendo in campo il Governo Conte al presidente dell’Istituto nazionale per la previdenza sociale Tito Boeri. L’economista bocconiano ormai da diversi anni alla guida dell’Inps ritiene inique e irresponsabili le misure annunciate, in particolare la cosiddetta quota 100. Oltre a quest’ultima misura, nel piano previdenziale dell’esecutivo gialloverde è prevista la proroga di Opzione donna e la quota 41 a prescindere dall’età per i lavoratori precoci.

Pensioni, presidente Inps all’attacco del Governo Conte

Misure che dovranno essere ancora essere illustrate nei dettagli, ma che in linea generale, secondo gli annunci dei vicepremier Luigi Di Maio (M5s) e Matteo Salvini (Lega), dovrebbero trovare spazio nella legge di Bilancio 2019 così come l’aumento delle pensioni minime a 780 euro al mese, le cosiddette pensioni di cittadinanza abbinate al reddito di cittadinanza. Mentre il taglio delle pensioni considerate d’oro viaggia a parte con un ddl ad hoc presentato in commissione Lavoro a Montecitorio a prima firma dei capigruppo di Lega e Movimento 5 stelle.

"Porsi l'obiettivo di aumentare il numero dei pensionati dando pensioni piene – ha dichiarato oggi il presidente dell’Inps commentando le ultime novità sulle pensioni in arrivo da Palazzo Chigi - è un grande gesto di irresponsabilità e di profonda iniquità".

Boeri ‘boccia’ la riforma pensioni annunciata dall’esecutivo

Un’operazione che graverà sulle generazioni future, secondo Tito Boeri che, intervenendo oggi a un incontro sui 120 anni dell’Inps, ha spiegato inoltre che – diversamente da quanto ribadito questa mattina dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali – non è automatica la creazione di nuovi posti di lavoro con i prepensionamenti.

"Mettiamo pure – ha detto oggi il presidente dell’Istituto nazionale per la previdenza sociale - che per ogni pensionato ci sia un nuovo lavoratore giovane, ma bisogna tenere conto – ha sottolineato - che chi va in pensione oggi in media ha una retribuzione di 36 mila euro lordi all'anno, mentre un giovane assunto con contratto a tempo indeterminato – ha proseguito come riporta l’Adnkronos - ha una retribuzione di 18 mila euro lordi.

Ci vorrebbe l'intera retribuzione di due giovani – secondo Boeri - per pagare una pensione". Secondo l’economista bocconiano chiamato dal Governo Renzi a presiedere l’Inps, con il piano di riforma pensioni annunciato l’esecutivo guidato dal premier Giuseppe Conte starebbe toccando “equilibri molto delicati”.

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