Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi, 18 novembre 2018, vedono arrivare nuove stime in merito alla convenienza della quota 100. La misura prevede, infatti, precisi vincoli anagrafici e contributivi, ma a preoccupare maggiormente i lavoratori sembra essere la differenza che si produrrà nell'importo della pensione rispetto alla scelta di proseguire il proprio lavoro fino alla maturazione dell'assegno di vecchiaia (fissato nel 2019 a 67 anni di età e 20 anni di contribuzione).

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Nel frattempo, dall'opposizione emerge nuovamente la preoccupazione rispetto ai provvedimenti inseriti in manovra ed alla tenuta dei conti, stante che le incomprensioni tra l'esecutivo e l'Unione Europea sembrano farsi ogni giorno più accese. Mentre dall'Inps si mette in discussione l'idea alla base della nuova flessibilità previdenziale soprattutto per quanto concerne il riavvio del turn over e la convenienza per le nuove generazioni.

Pensioni anticipate e quota 100: gli ultimi studi di convenienza

Sul tema dei pensionamenti flessibili tramite la quota 100, il "Sole 24 Ore" ha effettuato all'interno di un ampio editoriale delle nuove simulazioni, dalle quali emerge chi potrebbe avere maggiore convenienza a scegliere l'uscita anticipata a partire dai 62 anni di età e dai 38 anni di contribuzione.

I conteggi sono stati effettuati, in particolare, dalla società Epheso (che si occupa nello specifico di calcoli attuariali legati al comparto previdenziale). Ne emerge che "chi va in pensione a 62 anni risparmia cinque anni di contributi previdenziali, che invece paga chi resta al lavoro fino a 67", quindi il vantaggio diventa minore al crescere dell'età. Si creerebbe, quindi, una specie di paradosso, visto che andare in pensione prima significa avere un assegno inferiore, ma allo stesso tempo può risultare comunque più conveniente, poiché verrà incassato mediamente per un periodo più lungo.

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Librandi (PD): Paese verso colpo di grazia UE

Dall'opposizione continua ad emergere preoccupazione in merito alla manovra ed alla tenuta dei conti, fermo restando che al momento continua a permanere una situazione di grande indecisione. "L'Italia naviga a vista perché con questo contratto di Governo, tranne che sul reddito di cittadinanza e sulla riforma delle pensioni di cui vi è una vaga certezza, il resto è tutto nebuloso e anzi è motivo di continui diverbi tra Lega e 5 Stelle", ha evidenziato il parlamentare Gianfranco Librandi.

Secondo l'esponente dem, in "questo stato di cose il Paese è alla paralisi con una manovra di bilancio che è stata sepolta da 3.500 emendamenti e con un'Europa che ci aspetta al varco per darci il colpo di grazia".

Boeri (Inps) in allarme su Quota 100

Anche il presidente dell'Inps, Tito Boeri, si è mostrato allarmato nei giorni scorsi in merito alla tenuta dei conti con la quota 100. "Il governo si è posto come obiettivo quello di aumentare i pensionati", ha spiegato l'economista, evidenziando però che "quando si chiede perché si vogliono aumentare i pensionati, ci viene detto che serve per incrementare il tasso di occupazione dei giovani.

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Ma se questo è l'obiettivo - conclude Boeri - allora bisogna abbassare le tasse sul lavoro e creare occupazione, e non capisco cosa c'entrino le pensioni". È chiaro che la questione sia destinata a far discutere ancora a lungo, soprattutto perché uno dei principi portati avanti dal Governo rispetto alla nuova quota 100 è proprio la sua efficacia nel riavviare la staffetta generazionale tra giovani e lavoratori in età avanzata.

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