La riforma previdenziale che dovrebbe essere attuata dal Governo M5S - Lega interessa profondamente tutti. Ma potrebbe impattare in maniera diversa sui diversi settori della Pubblica Amministrazione. In particolare nel mondo della Scuola, come fanno notare diverse riviste specializzate e di settore come, ad esempio, "La Tecnica della Scuola", lo slittamento della partenza ufficiale della riforma delle Pensioni e, in particolare di Quota 100 (per cercare di ottenere il placet della Commissione europea ed evitare una procedura di infrazione per deficit eccessivo), potrebbe far slittare anche l'uscita dal mondo del lavoro di molti docenti e Ata addirittura nel 2020. A sostenerlo sarebbe il Direttore della rivista "la Tecnica della Scuola" Alessandro Giuliani.

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Le argomentazioni di Giuliani

Per il Direttore de "La Tecnica della Scuola" le notizie che provengono dai palazzi ministeriali in relazione alla riforma delle pensioni, e a Quota 100 in particolare, non sarebbero tranquillizzanti. infatti, secondo Giuliani i tecnici del Governo starebbero ideando un meccanismo che, di fatto, punterebbe a disincentivare l'uscita dal mondo del lavoro anche predisponendo delle forti penalizzazioni per coloro, docenti o Personale Ata, i quali decidessero di anticipare l'uscita fino a cinque anni prima.

quota 100 docenti e ATA. ipotesi slittamento uscita al 2020
quota 100 docenti e ATA. ipotesi slittamento uscita al 2020

Tali dichiarazioni sono state rilasciate da Alessandro Giuliani durante la trasmissione radiofonica "Open Day" in onda su Radio Cusano Campus.

Per Giuliani il fatto che la riforma pensionistica sia stata staccata dall'iter della Manovra economica e che venga introdotta con un provvedimento ad hoc (che secondo il Direttore non dovrebbe essere pubblicato prima di febbraio 2019) causerebbe un'esclusione di docenti e Personale Ata dalla possibilità di usufruire di Quota 100 per tutto il 2019 e buona parte del 2020.

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Infatti, se ne potrebbe riparlare solo a settembre 2020. Questo essenzialmente per la procedura burocratica in vigore nel mondo della Scuola per quanto riguarda le domande di pensionamento, che devono essere inoltrate molto tempo prima dell'effettiva uscita. Anche perché è in base a queste domande che poi si riformulano le cosiddette piante organiche e si assegnano le supplenze. Un processo che richiede almeno tre o quattro mesi se non di più in realtà molto grandi e complesse. Per tali ragioni Giuliani auspica che il Governo studi una deroga specifica per la Scuola italiana.

Come inoltrare la domanda di pensionamento

Per coloro che avessero deciso comunque di inoltrare la domanda precisiamo quale è, attualmente, l'iter da seguire. Innanzitutto occorre ricordare che il termine per la presentazione delle domande scade il prossimo 12 dicembre. La domanda deve essere effettuata in modalità online attraverso il sito di "Istanze Online". questo può essere fatto direttamente dall'interessato o attraverso il Contact Center dell'Inps o con l'assistenza di un CAF o di un Patronato.

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Non verranno prese in considerazione dall'Inps domande di pensionamento pervenute in modalità differente da quella telematica. Se, per qualche motivo il richiedente non avesse maturato i requisiti per il pensionamento, dopo le verifiche effettuate dall'ente previdenziale, l'Inps provvederà ad inoltrargli idonea comunicazione

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