In queste ultime settimane il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca ha incontrato più volte i sindacati della Scuola per discutere sul problema del precariato storico che da tanti anni affligge il nostro Paese. In particolare i sindacati stanno cercando di ottenere dei vantaggi per i docenti che hanno un’esperienza pluriennale nel mondo della scuola, ma ancora non sono riusciti ad ottenere il ruolo.

Il requisito fondamentale per accedere a questi vantaggi è quello di avere alle spalle almeno 36 mesi di servizio. Infatti i docenti con tre annualità di servizio, non soddisfatti della piccola percentuale loro riservata durante i concorsi, vorrebbero un percorso facilitato che li porti a ottenere la tanto agognata cattedra. I sindacati si stanno muovendo in più direzioni per ottenere questo risultato, in primis proponendo un percorso abilitante selettivo finalizzato all'immissione in ruolo.

Si tratta del famoso PAS, il percorso abilitante speciale che prevede un anno di prova per il docente con contratto a tempo determinato. Superato l’anno di formazione, qualora la prova dovesse essere superata, il contratto sarà trasformato in un contratto a tempo indeterminato. Ma quanti potranno accedere al PAS e come?

I sindacati propongono che 25mila docenti siano messi in cattedra già da settembre 2019

I criteri di accesso dei candidati al PAS non sono ancora stati specificati dal Miur, né i sindacati hanno rilasciato dichiarazioni a tal proposito.

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Quello che sembra essere chiaro è che non tutti i precari potranno usufruire del percorso abilitante speciale. Infatti, dal verbale dalle riunioni dei sindacati col Miur, tenutesi nei giorni scorsi, è emerso che solo circa 25mila cattedre potranno essere messe a disposizione già da settembre 2019 col PAS. Gli altri 30mila docenti dovranno invece candidarsi per il concorso ordinario che dovrebbe essere bandito entro luglio 2019.

Attualmente i docenti precari con 36 mesi di servizio sono all’incirca 55mila, senza contare quelli con la laurea e 24 CFU nelle dipline antopo-psico-pedagogiche. In particolare questi ultimi non potranno accedere al PAS, ma dovranno candidarsi per il concorso ordinario che prevede tre prove, due scritte ed una orale. Gli insegnanti che potranno accedere al PAS potranno candidarsi anche per il concorso ordinario.

Il vantaggio per i docenti con 36 mesi di servizio potrebbe essere anche quello di una scelta doppia per la Regione: una per il Pas, l’altra per il concorso ordinario. Le risposte del Miur sono attese entro i prossimi giorni.

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