Rivive la riforma delle Pensioni di Elsa Fornero con il piano del partito democratico per tagliare le pensioni anticipate a quota 100. Le mani dei Dem arrivano sugli assegni della misura di pensione fortemente voluta da Matteo Salvini e dall'altro partito di Governo, il M5S, rischiando di causarne una forte rimodulazione con il ripristino dei meccanismi proprio della riforma Fornero.

Per il Pd, scrive il quotidiano Repubblica, sarebbe meglio sterilizzare l'aumento dell'Iva che salvare le pensioni a quota 100.

Sarà su questa base che si proietterà il tavolo della riforma pensionistica del possibile nuovo Governo tra M5S e Pd: ma, secondo quanto riporta il quotidiano, si tratterà più probabilmente di una modifica, per quanto profonda, e non di un'abolizione. L'alt improvviso alla misura che consente l'uscita anticipata a 62 anni e con 38 di contributi provocherebbe gravi disparità (e disagi) tra i lavoratori che si trovano in condizioni simili e potrebbe creare un nuovo esercito di esodati alla stregua di quanto già avvenuto proprio con la riforma Fornero. Intanto si fanno ulteriori ipotesi di rimodulazione che riguardano le lavoratrici e madri e l'età di uscita in aumento rispetto a quella attuale.

Pensioni anticipate, ipotesi di riforma uscita quota 100: ultime notizie di oggi su stop al 2020

Una delle ipotesi più verosimili sulla modifica della pensione anticipata a quota 100 è quella di stoppare la misura tra poco più di un anno, alla fine del 2020. E, seguendo il ragionamento di Marco Leonardi, già consigliere economico dell'allora Governo Gentiloni, si andrebbero a toccare le pensioni di chi, tutto sommato, riceve un assegno più che dignitoso, mediamente di 40 mila euro l'anno.

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Tuttavia, non si può pensare di stoppare la quota 100 ai contribuenti che ne abbiano già acquisito il diritto di uscita oppure non l'abbiano ancora esercitato o, ancora, abbiano stipulato patti con l'azienda in vista dell'agevolazione per uscire anticipatamente favorendo, peraltro, il ricambio generazionale.

Tuttavia, porre fine alla quota 100 significherebbe un risparmio di quattro miliardi di euro, togliendo il diritto di pensione a non più di 100-150 mila persone. Un sacrificio "calcolato" a fronte dell'aumento dell'Iva che andrebbe a colpire quaranta milioni di cittadini.

Pensione anticipata: sul tavolo Pd riforma quota 100 su età uscita a 64 anni e contributi donne

Intanto, dal tavolo del Pd arrivano ulteriori novità relative alle ipotesi in cantiere per la riforma delle pensioni anticipate a quota 100. A parlarne, su Repubblica, è la vicepresidente della Commissione Lavoro al Senato, Annamaria Parente del Pd: "Noi preferiamo rendere strutturale l'Ape social a tutela dei lavori gravosi, individuati in numero di quindici già dalla Commissione ad hoc istituita durante il Governo Gentiloni.

Questo perché la base di partenza dei 38 anni di contributi previsti dalla quota 100 appare troppo rigida in quanto penalizza i contribuenti che abbiano avuto discontinuità lavorative e le donne. Proprio per le lavoratrici pensiamo di agire sui benefici contributivi, concedendo di aggiungere dodici mesi di versamenti per ogni figlio, oppure un ribasso di due anni rispetto all'attuale requisito contributivo".

Ma, per limitare i costi delle pensioni a quota 100, uno dei cavalli di battaglia del Pd potrebbe essere l'aumento dell'età di uscita a 64 anni rispetto ai 62 richiesti attualmente. L'ipotesi potrebbe essere alternativa allo stop della misura al 31 dicembre 2020 e, in questo caso, si procederebbe ad una rimodulazione seguendo le ipotesi di riforma di qualche giorno fa di Alberto Brambilla.

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