Cresce l’attesa per il varo della nuova legge di Bilancio, che dovrebbe contenere anche diversi interventi sulle Pensioni, a partire dalla conferma della prosecuzione delle misure sperimentali di Quota 100 e Opzione donna, come ha già assicurato più volte il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Insieme al reddito di cittadinanza, sarà confermata anche la pensione di cittadinanza. Tuttavia rimangono le diversità di vedute nella maggioranza giallorossa, in particolare sul fronte previdenziale.

A criticare ancora una volta gli interventi sulle pensioni e il lavoro è l’ex premier Matteo Renzi, leader di Italia Viva dopo la fuoriuscita dal Partito Democratico.

Pensioni, leader di Italia Viva su Quota 100: 'Furto alle nuove generazioni'

"Ritengo Quota 100 – ha ribadito l’ex Presidente del Consiglio - un furto alle nuove generazioni e un autogol - per il bilancio del Paese". Già nei giorni scorsi Renzi ha fatto sentire la sua voce sulla riforma delle pensioni e, nonostante il suo giudizio critico, ha specificato che comunque non intende mettere il bastone tra le ruote all’esecutivo e che quindi il suo gruppo parlamentare darà l'ok in Parlamento alla nuova manovra economica e finanziaria in dirittura d’arrivo.

"Vedremo - ha detto oggi Renzi in un'intervista a Il Foglio - che cosa ci porteranno in Aula da votare e discuteremo, ma Quota 100 è l'ennesima dimostrazione di come il populismo faccia danni a lungo termine". Le preoccupazioni di Renzi, ma non solo, riguardano dunque le ricadute che in futuro avranno sulla finanza pubblica le misure previdenziali di oggi.

Renzi ribadisce il suo giudizio negativo anche per il reddito di cittadinanza

In campagna elettorale l’ex segretario del Partito Democratico era stato forse l’unico a dire chiaramente che, in caso di vittoria, non avrebbe toccato la legge Fornero che ancora oggi rappresenta una garanzia per i conti pubblici.

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Pensioni Matteo Renzi

A promettere modifiche alla riforma previdenziale varata nel 2011 dal governo Monti, sostenuto in Parlamento da una maggioranza di larghe intese che andava dal Pd a Forza Italia, erano stati, in particolare, la Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 stelle guidato da Luigi Di Maio che avevano alimentato le speranze anche per quanto riguarda l’istituzione della Quota 41 per i lavoratori precoci. Anche sul sussidio per i disoccupati che prevede anche un percorso per l’inserimento lavorativo e di fatto l’aumento delle pensioni minime a 780 euro, Renzi, nell’intervista rilasciata a Il Foglio, ha ribadito il suo giudizio negativo: "Il reddito di cittadinanza - ha detto l’ex premier - è una misura che io non amo, notoriamente".

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