Le donne continuano a restare al centro del dibattito sulla riforma della previdenza, del welfare e del lavoro. Negli scorsi giorni la discussione sugli interventi da attuare in manovra si è infatti concentrata sul gender gap, con un formale riconoscimento del problema da parte del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il Premier è tornato sulla questione anche nella giornata di ieri durante il suo discorso all'Onu, ribadendo il proprio impegno. "Sosteniamo l’impegno del segretario generale in favore dell’empowerment delle donne e il raggiungimento della parità di genere" ha ribadito Conte, indicando che "nel programma del mio governo è sottolineato il chiaro obiettivo di perseguirla.

Non possiamo consentire una grave ingiustizia: che le donne, a parità di prestazioni lavorative, vengano retribuite con una remunerazione inferiore a quella degli uomini".

Pensioni anticipate: verso la proroga dell'opzione donna ed il riconoscimento del lavoro di cura

Nel frattempo, proseguono i lavori per la bozza della legge di bilancio 2020, il testo di legge che dovrebbe introdurre nuovi correttivi in merito alla flessibilità previdenziale declinata al femminile. Dalle ultime dichiarazioni emerse, si parla della proroga dell'Opzione donna per almeno un altro anno, ma anche dell'introduzione di un bonus di 12 mesi per ogni figlio. Quest'ultimo dovrebbe quindi compensare il lavoro di cura svolto nel corso della propria carriera.

La proposta arriva dal Segretario generale della Cgil Maurizio Landini, il quale ha ribadito la rilevanza della questione evidenziando le problematiche affrontate dalle donne nel mondo del lavoro.

Dal Comitato Opzione Donna Social l'idea di una quota 100 rosa

A ribadire la necessità di un intervento in favore delle donne c'è anche il Comitato Opzione Donna Social, che ha lanciato la proposta di una "quota 100 rosa" da affiancare alla proroga dell'opzione donna, garantendo così due anni di sconto sui requisiti per riconoscere il lavoro di cura in favore di tutta la platea femminile. In questo modo, l'accesso alla Q100 si otterrebbe a partire dai 62 anni di età e con 36 anni di versamenti (anziché 38 anni).

"Il CODS sulla base di studi ed analisi ed in funzione degli stanziamenti allocati per la misura di Quota 100 ma non utilizzati (anche perché è stato acclarato che la platea femminile non riesce ad accedervi) ha fatto una sua proposta" ha ribadito ieri la fondatrice Orietta Armiliato. "Come sempre, c’è chi la contesta e non la condivide: dispiace ma, ovviamente, è inutile nonché poco rispettoso, che da questa pagina si rilanci soggettivamente altro, anche solo in virtù del principio della coerenza", ha quindi concluso l'amministratrice del gruppo.