È in arrivo il nuovo decreto del ministero dell'Istruzione di riforma delle certificazioni linguistiche: ai fini dei concorsi nella scuola, delle graduatorie dei docenti e per le supplenze, oltre al livello raggiunto nella conoscenza di una lingua straniera, sarà necessaria l'indicazione del voto conseguito. Il nuovo decreto andrà a uniformare le modalità con le quali i docenti e gli aspiranti insegnanti potranno vantare una certificazione linguistica (A1, A2, B1, B2, C1 e C2) ai fini dell'assunzione nella scuola o per il superamento del concorso.

Oppure anche per poter svolgere servizio come supplente. Le certificazioni dovranno pertanto includere non solo il livello raggiunto dagli aspiranti docenti, ma anche le valutazioni conseguite nella lingua straniera, sia per lo scritto che per il parlato o la comprensione.

Scuola, in arrivo la riforma delle certificazioni linguistiche per i concorsi pubblici, le graduatorie e le supplenze

Si tratta di una vera e propria riforma quella che il ministero dell'Istruzione sta per mettere in atto sulle certificazioni linguistiche che gli aspiranti docenti dovranno possedere tra i titoli per l'insegnamento a scuola. E, di conseguenza, dovranno essere adeguati i titoli per la partecipazione ai concorsi nella scuola o quelli necessari per le graduatorie delle supplenze.

Le certificazioni che il ministero richiederà dovranno essere conformi ai criteri previsti dal Quadro comune di riferimento per la conoscenza delle lingue (il Qcer). Criteri che andranno a fissare nuovi requisiti per i candidati ai concorsi e alle supplenze per la valutazione e il riconoscimento dei titoli posseduti da chi presta servizio nella scuola.

Scuola, quali voti dovranno avere i titoli delle lingue straniere per concorsi e supplenze?

Nel dettaglio, tutte le certificazioni linguistiche attualmente utili per insegnare nella scuola o per candidarsi a un concorso (dalla A1 alla C2) dovranno indicare, oltre al livello raggiunto dall'aspirante docente, anche il voto ottenuto nelle varie prove previste per l'ottenimento del titolo stesso.

Ovvero la valutazione della comprensione della lingua straniera, sia per l'ascolto che per la lettura; il parlato, ossia l'interpretazione e l'espressione orale; lo scritto, ovvero la riproduzione scritta in generale. La riforma delle certificazioni linguistiche dovrebbe, pertanto, porre fine a una delle questioni di valutazione della conoscenza delle lingue stranieri che va avanti da tempo e che produce differenti livelli di competenze. A tal proposito, anche gli atenei dovranno uniformarsi alle nuove regole adottando i criteri di voto aderenti alle indicazioni del ministero dell'Istruzione.

Scuola della formazione primaria e altre lauree e centri linguistici: le novità della riforma in arrivo

In primis, le università dovranno adeguare le indicazioni di valutazione degli studenti che seguono i corsi di laurea in Scienze della formazione primaria. Il livello minimo della conoscenza delle lingue straniere (il B2) dovrà essere uniformato ai criteri del Qcer per i bienni che abbiano come obiettivo quello di preparare gli studenti all'insegnamento nelle scuole. Ma l'adeguamento delle università sarà richiesto anche per quanto riguarda i centri linguistici che rilasciano certificazioni abilitanti al personale docente stesso. Inoltre, le lauree del vecchio ordinamento e quelle magistrali o specialistiche, tutte a indirizzo di lingua straniera, proseguiranno a essere valide con il livello pari al C1.

Scuola, quanti Cfu e quali certificazioni linguistiche saranno utili per i concorsi pubblici e per le graduatorie?

Ai fini dell'insegnamento a scuola tramite le graduatorie delle supplenze oppure per sostenere un concorso pubblico, variazioni più di rilievo riguarderanno le lauree del nuovo ordinamento. Infatti, al livello di conoscenza della lingua pari a C1, dovrà essere affiancato anche il conseguimento di almeno 36 crediti formativi universitari (Cfu) nella lingua straniera di riferimento. Ciò implica che, ai fini della partecipazione ai concorsi nella scuola o per le supplenze da graduatorie, il livello C1 delle lauree del nuovo ordinamento non può essere considerato come certificazione nel caso in cui il titolo di accesso al concorso sia la laurea stessa.