È arrivata la pre-intesa all'Aran con i sindacati sui contratti dei 545mila dipendenti della Sanità per il triennio 2019-2021: oltre agli aumenti degli stipendi, operatori socio-sanitari (Oss), infermieri e personale sanitario non medico riceverà anche gli arretrati per il tardivo rinnovo del contratto stesso.

Le cifre per gli infermieri variano da 3.553 a 4.164 euro da corrispondere come arretrati alla fine del 2022, data entro la quale il governo e i sindacati si sarebbero dati come limite per arrivare alla firma finale del nuovo contratto. Oltre agli aspetti economici, la Sanità, come per altri comparti della Pubblica Amministrazione come quello delle "Funzioni centrali", subirà una revisione della classificazione dei dipendenti con la previsione di cinque aree di inquadramento.

Rinnovo contratti statali Oss e infermieri, quali sono gli aumenti degli stipendi?

Il rinnovo dei contratti del comparto sanitario della Pubblica amministrazione comporterà aumenti dei differenziali di stipendio da 500 euro (per il personale a supporto), ai 600 dell'area degli operatori, agli 850 euro degli assistenti fino ai 1.000 euro per i funzionari e gli infermieri. Il solo aumento dello stipendio di base, al quale va aggiunta la tredicesima mensilità, passerà:

  • da 17.291 euro del 1° gennaio 2019 a 17.811 euro a decorrere dal 1° gennaio 2021 per la fascia A;
  • da 17.770 a 19.732 euro per le fasce reddituali da A1 ad A5;
  • da 18.865 a 21.171 euro per le fasce da B a B4;
  • da 19.359 a 23.064 euro per le face retributive da BS a BS5 (comprendenti gli operatori socio-sanitari Oss);
  • da 21.416 a 26.749 per le fasce da C a C5;
  • da 23.254 a 29.056 euro per le fasce da D a D6;
  • da 26.061 a 32.038 dei dirigenti da DS a DS6.

Nuovo contratto Pubblica amministrazione comparto Sanità: quanto spetta di elemento perequativo?

Il nuovo contratto del personale sanitario e degli infermieri prevede il pagamento del trattamento economico dell'ex indennità di qualificazione, adesso inglobato nell'elemento perequativo dello stipendio tabellare.

Si tratta della voce del cedolino che consente di avvicinare gli stipendi alla media di aumenti delle buste paga che il governo si è posto come obiettivo per il comparto. Conseguentemente, l'elemento perequativo è più alto per le fasce più basse e viceversa.

Spettano:

  • da 320 a 267 euro dalla fascia A alla fascia A5;
  • da 278 a 246 euro dalla fascia B alla fascia B5;
  • da 278 a 203 euro dalla fascia BS alla fascia BS5;
  • da 235 a 117 euro dalla fascia C a quella C5;
  • da 203 a 96 euro fasce D-D6;
  • da 149 a 42 euro fasce DS-DS6.

Nuovo contratto Oss e infermieri 2019-2021: le indennità previste di specificità infermieristica e tutela del malato

Nel nuovo contratto degli infermieri e degli operatori socio-sanitari sono previste due tipologie di indennità: quella di specificità infermieristica e quella di tutela del malato e promozione della salute.

Nel cedolino di busta paga, gli infermieri (area dei professionisti della salute e dei funzionari) riceveranno l'indennità variabile da 62,81 a 72,79 euro mensile per 12 mesi. Gli operatori socio-sanitari (Oss) rientrano nell'Indennità di tutela del malato e otterranno 35,46 euro mensili; gli assistenti (come massaggiatori e massofisioterapisti senior) 37,81 euro; i professionisti della salute e dei funzionari dell'Indennità di tutela del malato (ostetrici, tecnici sanitari, tecnici di laboratorio e di radiologia, igienisti dentali, logopedisti, fisioterapisti, assistenti sanitari) otterranno 41,10 mesi euro per 12 mesi.

Nuovi contratti infermieri: di quanto aumenta lo stipendio nel 2022 e arretrati?

Complessivamente, con il nuovo contratto 2019-2021, gli stipendi degli infermieri aumenteranno da 146 a 170 euro per 13 mensilità. Gli arretrati per la sola categoria degli infermieri vanno da 2.775 a 3.123 euro, che potrebbero arrivare a oscillare da 3.553 a 4.164 euro se il pagamento dovesse arrivare alla fine del 2022. Governo e sindacati, con la firma della pre-intesa all'Aran, stanno cercando di accelerare i passaggi per arrivare a siglare definitivamente il rinnovo contrattuale entro la fine dell'anno. Ad oggi, mancano i via libera della Ragioneria Generale dello Stato e quello della Corte dei Conti, prima dell'ultimo visto del Consiglio dei ministri.