In attesa del rinnovo dei contratti dei lavoratori della Pubblica Amministrazione per il triennio 2019-2021, dall'Aran arrivano le stime sui premi nei cedolini dei vari comparti e sul peso che gli incentivi hanno sulle buste paghe. Il comparto della scuola e dell'Istruzione è in fondo alla classifica dei premi di stipendio, mentre le agenzie fiscali sono al top. I dipendenti di quest'ultimo comparto, infatti, arrivano a percepire incentivi medi fino a 6.000 euro lordi, pari al 14% dello stipendio. Dalle statistiche dei cedolini si ricava, dunque, che la busta paga degli insegnanti e del personale della Scuola è quasi tutta costituita dalla parte fissa dello stipendio.

Va meglio nella sanità agli infermieri e agli operatori socio-sanitari (Oss) ma, in generale, dai dati del nuovo Rapporto sulle retribuzioni del pubblico impiego emerge una netta differenza tra i comparti pubblici.

Scuola, nel cedolino solo 50 euro lordi sono costituiti da premi

Il dato più significativo del Rapporto dell'Aran sugli stipendi, è che i docenti e il personale Ata della scuola percepiscono nella busta paga premi che rappresentano appena il 2% del totale del cedolino (al pari dei dipendenti degli enti di ricerca). Il premio si riduce all'1% per il personale tecnico e amministrativo delle università. Il che significa, in termini di stipendio, che solo 50 euro lordi costituiscono il premio di chi lavora nella scuola, circa un terzo di quanto percepiscono, pro-capite, i dipendenti dei ministeri (150 euro lordi).

Rispetto alla scuola, i dipendenti degli enti di ricerca recuperano qualcosa in termini di premi grazie a una retribuzione annua più elevata e sopra la media, all'incirca di 34mila euro lordi. Dunque, se guardando i dati si può affermare che la composizione della busta paga tra parte fissa e premialità è rimasta pressoché invariata nel corso degli ultimi anni, allo stesso modo si può obiettare che tra i comparti esistono differenze di retribuzione legate ai premi.

I maggiori incentivi si prendono nelle agenzie fiscali e negli enti pubblici non economici, come l'Inps, l'Inail e l'Aci, dove i premi rappresentano rispettivamente il 14% e il 13% della composizione della busta paga (6mila e 5mila euro lordi all'anno). Cifre che lasciano il vuoto rispetto agli altri comparti della Pubblica amministrazione.

Contratti Pa 2019-2021: a che punto sono quelli della scuola e degli Oss e infermieri?

L'analisi dei premi in busta paga produce informazioni da tenere d'occhio proprio in sede di rinnovo dei contratti della Pubblica amministrazione per il triennio 2019-2021. Ad oggi, il solo contratto arrivato alla firma e in attesa di veder riconosciuti gli arretrati e gli aumenti di stipendio rispettivamente nei cedolini di giugno e di luglio 2022, è quello dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici. La firma di questo contratto ha assicurato ai dipendenti delle "Funzioni centrali" della Pubblica amministrazione aumenti di stipendio strutturali da tabellare tra i 63 e i 117 euro e arretrati per la tardiva firma del nuovo contratto tra 1.400 e 2.500 euro.

Rimane al palo la firma del rinnovo del contratto dei comparti più numerosi, come quelli della scuola e della sanità. L'attuale fotografia dei premi in busta paga impone di porsi la domanda su quanto siano incentivati i dipendenti della scuola con un premio di 50 euro mensile lordo rispetto a un incentivo triplo percepito da un dipendente di un ministero o rispetto a quello dei dipendenti delle agenzie fiscali per i quali i premi pesano per circa 6mila euro all'anno (il 14% dello stipendio)?

Contratti Pubblica amministrazione, quali premi spettano a infermieri e Oss?

Nella classifica dei premi corrisposti in rapporto agli stipendi dei comparti della Pubblica amministrazione, dopo le agenzie fiscali e gli enti pubblici non economici c'è un abisso.

Proprio per i dipendenti dei ministeri la quota di premi nei cedolini pesa per il 7% (pari a circa 150 euro lordi mensili), davanti agli statali delle autonomie locali (6%). Infine infermieri, operatori socio-sanitarie (Oss) e personale non medico della sanità percepiscono premi che pesano per il 5% dello stipendio. Ma in rapporto alla retribuzione annuale gli incentivi pesano per circa 2mila euro lordi.