Purtroppo la casa è stata tassata ferocemente e forse, con il nuovo catasto, lo sarà ancor di più, ma non è possibile continuare a farsi carico, come comunità nazionale, di tutti i disastri che si abbattono sul nostro territorio, indipendentemente da qualunque cosa li determini - frane, inondazioni, terremoti o altro - e da quali siano le colpe, remote o prossime, delle persone o delle istituzioni preposte al Governo del territorio.

Sarebbe quindi ora che, come avviene in molti paesi europei, si disponesse per legge che tutti i fabbricati siano assicurati e sarebbe meglio se, alla stregua dell'assicurazione degli autoveicoli, anche l'assicurazione dei fabbricati fosse obbligatoria. Poi si potrebbe discutere se e come agevolare questo adempimento, se prevedere una garanzia dello Stato, come modulare i premi da pagare. In Francia, ad esempio, la legge del 2000 estende la copertura assicurativa per incendio e altri danni dei fabbricati e dei veicoli alle catastrofi naturali e, dato che l'assicurazione contro gli incendi è obbligatoria, si realizza così una assicurazione contro le catastrofi.

In base a questa legge il costo della copertura aggiuntiva è fissato al 6% del premio per gli autoveicoli e al 12% per gli altri beni.

In questo modo si garantisce una protezione efficace alle popolazioni colpite, che possono riferirsi direttamente alle compagnie assicuratrici ottenendo sollecitamente un indennizzo, salvo una franchigia, mentre lo Stato, dopo aver fissato l'obbligo assicurativo, posto il vincolo sull'ammontare del premio e disposta la garanzia, si limita a riconoscere lo stato di calamità.

Praticamente l'assicurato deve fare una normale denuncia del sinistro alla propria compagnia di assicurazioni e attestare i danni subiti al suo comune che, conseguentemente, deve avviare la procedura per ottenere il suddetto riconoscimento. Di seguito, con le opportune documentazioni e le necessarie perizie, il danneggiato dovrà essere indennizzato entro 3 mesi. Ora noi italiani potremo anche non essere portati a fidarci molto delle compagnie di assicurazione ma da loro, certamente, potremmo aspettarci una maggiore efficienza rispetto agli uffici pubblici.

Senza contare che un riferimento alle assicurazioni private potrebbe innescare, non soltanto nei confronti dei singoli privati ma anche delle comunità, un circuito virtuoso verso la tutela del territorio. Specialmente se, fermo restando una tariffa di premio standard o massima, potessero darsi meccanismi di bonus, nel caso in cui si realizzino interventi di mitigazione del rischio.

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