Non si placano le polemiche sulla partecipazione sanremese di Gabriel Garko. L'attore torinese, forse, a causa degli strafalcioni commessi nella prima puntata, è diventato la principale valvola di sfogo di tutte quelle persone (addetti ai lavori e non) che ogni anno cercano un pretesto qualsiasi per poter criticare liberamente la kermesse canora del Festival di Sanremo. Polemiche ampiamente superate visto che il divo della fiction, nel corso di queste altre due serate, ha dimostrato una certa dose di autoironia e, in molte occasioni, si è rivelato persino simpatico.

Eppure le critiche sulla sua performance da co-conduttore continuano a infiammare e animare il dibattito sanremese. L'ultima 'freddura' su Garko è arrivata nel corso della serata di ieri sera dai microfoni di Radio2, il canale ufficiale radiofonico della sessantaseiesima edizione del Festival di Sanremo.

La battuta infelice di Pif

Come per le precedenti edizioni, anche quest'anno si può seguire il Festival di Saremo su Radio2. La conduzione della diretta radiofonica, questa volta, è affidata al trio composto da: Pif, Michele Astori e Andrea Delogu. Una diretta estremamente dinamica, in cui si possono ascoltare le voci dei cantanti in gara, subito dopo le loro performance sul palco dell'Ariston.

Un momento davvero piacevole che, tra una battuta e un'altra, dà vita a siparietti di irresistibile autenticità, grazie ai quali si possono intuire le vere emozioni dei protagonisti che sono, di volta in volta, intervistati. Ed è proprio uno dei conduttori della diretta radiofonica, a criticare senza mezze misure Garko. Al termine della prima serata televisiva su Rai Uno, Carlo Conti si collega con Radio2 per ringraziare i tre speaker e sono proprio quest'ultimi i responsabili, in misura diversa, della battuta infelice sul divo de 'Il peccato e la vergogna'. Inizia Astori che paragona Conti a Renzi, prosegue Delogu che accosta la Ghenea a Maria Elena Boschi, conclude Pif che paragona Garko a Alfano e dice: 'Vorrebbe essere Renzi, ma non ha i numeri'.

L'ennesima critica all'attore torinese, immeritata, come ha dimostrato la freddezza con cui questa battuta infelice è stata accolta da Conti e dal pubblico presente nel teatro. Forse, oggettivamente, una critica e una riflessione seria andrebbero fatte sul meccanismo di voto che attribuisce il 50% di peso sul risultato finale al giudizio della sala stampa, una percentuale troppo elevata, che rischia di inficiare seriamente il giudizio del 'pubblico sovrano'.