Alla fine, i nodi vengono al pettine. Sulla guerra intestina della mal assortita squadra del Pd, ora nessuno può ancora sviare l'attenzione. Sull'approvazione del ddl unioni civili pesa come un macigno il fatto che il partito di maggioranza abbia perso l'identità di sinistra e si sia rafforzato grazie al mondo cattolico che a destra ha perso i riferimenti storici. E se coloro che nel PD si smarcheranno saranno i venti o più smascherati a suo tempo dall'iniziativa di gay.it, a nulla serviranno i trenta voti nuovamente confermati dal M5S.

Il PD e le unioni civili: una legge che non vuole nessuno

Per i più giovani, forse è utile ricordare che è dal 2002 che si sta cercando di dare attraverso una legge diritti e dignità alle coppie di fatto e alle coppie omosessuali. Non che prima non se ne sentisse la necessità, solo che la politica evitava di affrontare la questione unioni civili. Due volte la discussione della proposta di legge fu arrestata dalla caduta del Governo.

La terza volta, nel 2008, la proposta si arenò già in Commissione e il Parlamento non la discusse mai. Se può essere indicativo, gli attori di quei fallimenti storici, intanto, in Parlamento e in Senato ci sono ancora quasi tutti.

Nel frattempo, partner, omosessualio no, hanno perso i loro cari o li hanno avuti malati senza poter beneficiare nemmeno dipatti civili di solidarietà tra coppie di conviventi.

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Nessunalegge sulle unioni civili ha significato nessun permesso disponibile in caso di infermità del partner. Niente reversibilità della pensione in caso di morte. Niente dirittoall'assistenza per le malattie odoveri, come quello degli alimenti, in caso di separazione.

La ragione per cui ilprovvedimento sulle unioni civili non vedrà mai la luce o, se la vedrà, sarà prima reso monco, non sta nelle farneticazioni di Alfano che sostiene si aprano le porte alla maternità surrogata.

O in quelle di Giovanardi, che si scopre ultra-cattolico. Non sta nemmeno nei presunti voltafaccia del M5S. La ragione risiede nella maggioranza, il PD, che maggioranza è solo sulla carta, compatta sui voti di fiducia e nei salvataggi delle banche, ma che è semplicemente impossibilitata a compattarsi su questioni in cui, uno Stato laico quale pretendiamo di essere, avrebbe dato certezze molto tempo fa.

Intanto, ecco il nuovo rinvio. La discussione sulle unioni civili somiglia tanto alla lenta agonia di un malato che non si vuole salvare.

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