Amici, romani, compatrioti, lettori ed elettori, prestatemi orecchio; io vengo a seppellire il referendum, non a lodarlo; Massimo Gramellini, nel suo abituale editoriale su La Stampa, vi ha parlato del motivo per cui i Padri Costituenti hanno previsto lo sbarramento del quorum per il referendum abrogativo. Dice il vicedirettore de La Stampa “… lo ha fatto per difendere lo Stato dallo strapotere delle minoranze motivate…”, usa proprio queste parole il Gramellini “difendere lo Stato dalle minoranze motivate”. E Gramellini, si sa, è uomo d’onore…

L'Italicum e le minoranze motivate

Non parlo, no, per smentire ciò che Gramellini dice, ma qui io sono per dire ciò che io so.

Tutti amaste il voto una volta, né senza ragione, (un tempo addirittura il voto fu ritenuto una conquista): qual ragione vi trattiene dunque dal piangerlo? È strano sentire Gramellini parlare di minoranze motivate, quando poi alle elezioni vince un partito che prende il 40% (come prevede l’Italicum) del 60% degli aventi diritto (con un 40% di astensione…). Quel 40% del 60% rappresenta un 24% della popolazione avente diritto al voto, in pratica una minoranza motivata, eppure secondo l’Italicum dovrebbe governare. Perché dovrebbe spaventare una minoranza motivata che decide in maniera diretta sulla sorte di un singolo provvedimento legislativo, ma non spaventa che una minoranza motivata mandi al Governo del Paese un gruppo di persone per 5 anni?

Movimento Cinque Stelle per l'abolizione del quorum

Ora Di Maio e i Cinque Stelle propongono l’abolizione del quorum nel referendum abrogativo “perché negli strumenti di democrazia diretta solo chi partecipa deve contare e decidere". Certo, Gramellini, che è uomo d’onore, ci dice che “se i Padri Costituenti hanno previsto uno sbarramento solo per i referendum, una ragione ci sarà”, ma i Padri Costituenti avevano previsto anche un sistema bicamerale perfetto, e mi sembra che Gramellini non si sia posto il problema se i Padri Costituenti avessero avuto un motivo per immaginare questo modello di Parlamento quando con l’ultima riforma costituzionale è stato abolito il bicameralismo perfetto. Insomma, sembra proprio che delle modifiche alla Costituzione si possano fare, e allora perché non cambiare l’art.

75 della Costituzione per togliere il quorum? Peraltro, anche la riforma costituzionale voluta dal Governo Renzi sarà sottoposta al vaglio degli elettori nel prossimo ottobre. Questa volta senza quorum, perché per il referendum costituzionalenon è previsto. Eppure, ecco un altro uomo d’onore, Eugenio Scalfari che nel suo lungo (come al solito) editoriale dal titolo “La politica renziana quando sbaglia e quando (ci) azzecca” propone di introdurre il quorum anche per il referendum costituzionale. L’impressione è che questi importanti uomini d’onore abbiano paura che a scegliere siano delle “minoranze motivate” formate da 20 o 30 milioni di persone, e preferiscano che a scegliere siano 20 o 30 persone, una elite che si mette d’accordo in qualche riunione più o meno segreta.