Quando si parla di case popolarisi sa che le contestazioni e le polemiche sono all'ordine del giorno e non solo quando si parla di occupazione abusiva delle stesse. Mesi addietro si parlava della difficile situazione di Roma proprio su quest'ultimo tema e dell'incapacità del comune di gestire il problema, ma ancheil tema della vendita degli immobili per saldare i debiti pubblici è sempre stato in auge. In questi giorni a suscitare indignazione è stata la Riforma alla legge approvata neanche una settimana fa dalla Commissione che prevede, tra i punti, la perdita del diritto all'assegnazione di un alloggio per chi eredita una casa anche se in una regione diversa da quella di residenza.

Generalizzando in questo modo ovviamente pare ovvio che, mentre prima la perdita del diritto scattava se si possedeva un'abitazione entro 70km dal comune di residenza, adesso chiunque erediti un immobile anche all'estero, perde l'assegnazione. In un periodo di politiche orientate verso i cittadini o comunque apparentemente populiste, c'era davvero bisogno di andare a ritoccare una legge su un tema già di per se caldo e gestito male? La risposta la lasciamo a chi legge ma si supponeche i cittadini di Milano ad esempio non saranno entusiasti di questo.

La riforma ha ovviamente scatenato anche scontri tra i ministri delle varie categorie politiche, c'è chi appoggia la riforma e chi ironizza sul fatto che ereditare una "catapecchia" in un paesino sperduto dell'Italia o magari all'estero non dovrebbe essere visto propriamente come un privilegio.

Chiaramente in un'ottica di governo questa riforma permetterebbe di liberare parecchi alloggi da assegnare magari a qualcuno dei tanti che sono in attesa. Ovviamente, a detta della Regione, la riforma prevede anche altri punti a vantaggio di tutti quali la permanenza solo fino a che permane la condizione di indigenza e tolleranza zero nei casi di occupazione che rimangono ad oggi ancora molto elevati.In conclusione, si può dire che ad un punto criticabile sulla carta, ce ne sono altri decisamente interessanti, sempre che vengano messi in pratica e che non ci si perda in un bicchier d'acqua quand'è il momento di agire. Insomma c'è tanto da lavorare e tanto da migliorare.