Per gli Occidentali la storia è diventata un optional da quando propone delle improbabili differenze tra le varie fazioni islamiche, celebrando la religione mediorientale come moderata e sostenibile, astenendosi da una approfondita analisi, unica possibilità per stabilire se realmente siamo di fronte ad una religione strumentalizzata da gruppi di potere, o se ci ritroviamo di fronte ad un popolo oltremodo aggressivo che, attraverso la religione, asseconda le sue inclinazioni più intime.

Stabilire analiticamente le differenze che intercorrono, per esempio, tra Sunniti e Sciiti potrebbe essere illuminante e di aiuto per porre fine alle polemiche atte a dividere l'Occidente in due distinte fazioni che generano una lotta intestina condotta a suon di sferzate ideologiche.

Un esempio è dato dalla sterile polemica di questi giorni intorno al bizzarro abbigliamento proprio delle donne islamiche che ha suscitato, tra gli Europei, una vera e propria controversia di tipo ideologico.

Islam e Occidente: differenze religiose perché culturali e viceversa

Nei mesi scorsi l'Occidente si è scandalizzato quando la Turchia di Erdogan ha inteso depenalizzare il reato di abuso su minori, per un'età compresa tra i 12 e i 15 anni, se il minore concorre consapevolmente e attivamente all'atto sessuale. Quello che per noi è reato per l'Islam non lo è, ma fa parte, per così dire, del loro stile di vita, della loro cultura. Perché la differenza?

Noi Occidentali siamo stati "incastrati" da una storia importante, così importante da farci sottovalutare quella degli altri, considerando la nostra come la sola degna di essere universalmente riconosciuta come l'unica possibile.

Purtroppo (e lo puntualizzo incorrendo nello stesso errore), non è così e se il Cristianesimo, parte integrante della nostra storia e, quindi della nostra Cultura, si rifà alla vita di Gesù riportata dai Vangeli in termini assolutistici, gli islamici, non avendo avuto la manifestazione di un Messia, ossia di Dio in persona, hanno necessità non solo di una Verità rivelata, custodita dal Corano, ma di esempi concreti ai quali fare riferimento.

Gli Hadith, ossia gli aneddoti della vita di Maometto, valutati alla stregua del Corano, assolvono a questa funzione. Gli Hadith a volte superano la Verità rivelata, tanto che costituiscono la Sunna, il codice di comportamento del perfetto musulmano, che insieme al Corano dà origine alla Sharia, la legge dell'Islam. Sunniti e Sciiti ne fanno largo uso.

Basti pensare alle regole instaurate in Iran dall'Ayatollah Khomeyni, in seguito alla Rivoluzione Islamica, trascritte, secondo alcuni, nel suo libretto verde. Sciiti e Sunniti seguono lo stesso percorso con piccole differenze che rendono i primi apparentemente moderati, ma solo se lo richiede l'opportunità del momento.

Aisha, moglie bambina di Maometto

Approfondire l'argomento ci fa capire che i turchi si sono limitati a mettere per iscritto quello che i popoli musulmani hanno da sempre realizzato di fatto. Hanno semplicemente chiarito i termini di una prassi la cui responsabilità va ricercata proprio negli Hadith di Maometto. Uno di essi racconta, infatti, che all'età di 54 anni, in seguito alla dipartita della moglie Kadija, sposò Aisha, una bambina di appena 5 anni di età.

Era così piccina che il Grande profeta decise di rispettarla, facendola giocare con le bambole, rimandando la consumazione del matrimonio di un paio di anni. Fu così che Maometto la conobbe carnalmente solo (si fa per dire!) all'età di 9 anni. Anche Khomeyni, la grande guida spirituale degli Sciiti, era favorevole al matrimonio tra adulti e bambine, tanto che è a tutt'oggi praticato in ogni Paese di cultura Islamica.

Non c'è, quindi, alcun motivo di sorprendersi e basterebbe approfondire lo studio delle culture con le quali (nostro malgrado) ci confrontiamo quotidianamente per comprendere che il punto di vista Islamico, giusto o sbagliato che sia, è opposto al nostro e, per conseguenza, inassimilabile.