Quando si parla dell'Inter la misura delle critiche da parte della stampa e dei principali organi di informazione calcistica è sempre maggiore rispetto a quella utilizzata ne confronti di altre società. Dopo la sconfitta per 2-1 contro la Roma, al termine di una partita giocata sostanzialmente alla pari e a viso aperto, l'Inter è scivolata dal terzo al settimo posto in classifica con 11 punti, a sole tre lunghezze dal Napoli che occupa la seconda posizione in graduatoria. E giù a criticare il povero Frank de boer, chiamato a risollevare l'Inter lo scorso 8 agosto, che secondo alcuni quotidiani e siti sportivi meriterebbe già l'esonero.

Accuse incomprensibili e prive di fondamento, arrivate da pseudo-giornalisti (fare informazione anche di tipo sportivo è ben altra cosa che stare seduti attorno ad una "tavola rotonda" a dispensare giudizi a casaccio, come avviene su una nota emittente satellitare la domenica sera) che probabilmente non conoscono né la materia calcistica né il personaggio in questione. De Boer è una persona scomoda per la stampa italiana, poichè fornisce pochi titoli "da bar" ed è troppo "british" per un Paese alla ricerca della polemica e della caciara, non solo in ambito sportivo.

Tornando alle questioni di campo, chi ha seguito l'Inter nelle prime partite avrà certamente notato che, tranne la gara di Verona al debutto, nessuna avversaria (esclusa l'Europa League) è riuscita a metter sotto la compagine nerazzurra dal punto di vista del gioco, e rispetto agli anni scorsi la produzione offensiva è aumentata notevolmente.

Merito della mentalità inculcata da De Boer, alla ricerca (difficile) del calcio-spettacolo partendo dal pressing immediato sui portatori di palla avversari finalizzato al recupero del pallone e all'immediato sviluppo dell'azione.

Cosa manca attualmente all'Inter è una retroguardia in grado di fronteggiare al meglio gli attaccanti avversari, sia in termini di fisicità che di rapidità: il solo Miranda non basta a colmare le evidenti lacune. Ecco perchè la dirigenza interista sta lavorando al meglio per consentire a De Boer di usufruire di giocatori esperti e di qualità già a partire da gennaio 2017.

Insomma, l'Inter ha cambiato allenatore e mentalità, e il lavoro alla lunga pagherà. Resta solo da capire se il gruppo Suningavrà la necessaria pazienza o si farà condizionare dalle prime difficoltà della stagione.

L'importante, per una società seria come quella milanese, è non farsi influenzare da chi specula sui club italiani per fare ascolti televisivi e disinformazione calcistica. Proprio come quella tavola rotonda della domenica sera...