Quella di Hillary Clinton alle elezioni presidenziali USA sembrava una vittoria annunciata; non c'era un sondaggio che non la desse come favorita, e invece non ha vinto. I giornalisti minimizzano il successo elettorale di Trump, parlando del solito "voto di pancia", come se la pancia ed il pensiero fossero due stati della condizione umana sconnessi tra di loro. Ma la realtà è, invece, che il magnate statunitense ha stravinto, dimostrandoci che i media di massa, allineati nel nome dei sondaggi, non possono prevedere il futuro né catalizzare le notizie.

Nel continente europeo si è parlato moltissimo prima delle elezioni e si analizza ancora di più adesso: l'elettorato non ha più ideologie, non è di destra e neanche di sinistra, vota ciò che percepisce e ha visto nel candidato repubblicano un punto di rottura al tradizionale schema di potere: in questo Trump avrebbe rappresentato il sogno americano. Il punto sarà valutare quanto e come il neo-presidente USA sarà un uomo di rottura, in un momento storico di crisi del sistema capitalistico.

Le analisi sulla vittoria di Trump omettono che questo è il secolo della crisi del sistema capitalistico occidentale, e spesso rischiano di essere populiste proprio come è stata (se davvero lo è stata) l'elezione di Trump. La logica del successo dell'imprenditore americano è la stessa logica del successo dei cartelli politici non schierati, come i Cinque Stelle o il PD Renziano che non sono di destra ma neanche di sinistra: l'interesse è nazionale.

Le fortune dei politici di rottura come Trump, colorati o non colorati, sono determinate dalla voglia di risposte dalla politica da parte di chi ha l'opportunità di indicare la sua reale voglia di cambiamento, ossia l'elettore.

Nella prima fase della campagna elettorale, sono stati scritti numerosi articoli per spiegarci perché non ci fosse la possibilità che Trump vincesse le elezioni. Dopo il risultato elettorale, invece, ecco diversi articoli ed approfondimenti per analizzare le ragioni del successo di Donald Trump.

Infine le notizie e analisi sulla prossima squadra di governo del nuovo inquilino della Casa Bianca.

Ma a questo punto, nell'attesa che tutto si chiarisca e si definisca, perché tra un sondaggio e un'analisi non si chiede un parere anche al Mago Otelma?

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