Il Genoa nasconde gli artigli nella partita più importante dell'anno e la Sampdoria porta a casa il secondo derby di fila. Un mini filotto che ai cugini blu-cerchiati non riusciva da quasi sessant'anni ma questo non addolcisce una pillola troppa amara da digerire. I ragazzi di Giampaolo hanno evidentemente meritato la vittoria, lo dicono anche le statistiche che vedono un Genoa preoccupante soccombere su ogni fronte.

Mandorlini troppo difensivo, ma non è lui il colpevole

Se è vero che le scelte di Mandorlini e i cambi tardivi del mister hanno lasciato perplessi un pò tutti quanti, è anche vero che se il Genoa è finito in questo torpore non è colpa sua. "Genoa indebolito? Una cavolata pazzesca", queste le parole di Preziosi dopo il mercato di gennaio, innescando un malumore che ormai aleggia su gran parte del popolo rossoblu.

Inutile nascondersi dietro un dito: il presidente ha smembrato la squadra nella sessione invernale delle trattative, umiliando i sentimenti di un popolo che, nonostante tutto, ha dimostrato ancora una volta di essere da Europa. Quasi 35.000 spettatori per un derby fine a se stesso al Ferraris, colorato a trequarti di rossoblu. Pungente ed elegante lo striscione appeso nei Distinti dai genoani, un messaggio per la società che non lascia spazio a troppe interpretazioni: “La pazienza è finita, l’amore no”.

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Genoa

Società assente, troppe promesse disattese

Il menefreghismo di questa proprietà continua a calpestare la dignità dei tifosi, persino quella dei più comprensivi. Eppure i difensori acritici non demordono, quindi una serie di luoghi comuni da sfatare. Inchinarsi e fare la ola per una salvezza in Serie A così misera non ha veramente più senso. Gli azzardi economici del passato sono diventati un tormentone, a Luca Toni continueranno a fischiare le orecchie.

Riformuliamo l'intelligente domanda di Gasperini nell'intervista a Condò: a cosa hanno portato le molteplici, ingombranti e asfissianti plusvalenze? Probabilmente ad una permanenza in Serie A senza arte nè parte. Eppure il Genoa non doveva essere una semplice comparsa del campionato, lo disse Preziosi al suo arrivo sotto la lanterna. Con tante, tantissime promesse disattese. L'imprenditore irpino resta senza dubbio il presidente migliore del dopo guerra del Genoa, sebbene - risultati alla mano - non ci volesse molto.

Pensiamo sia arrivato il momento di scendere dall'ottovolante, i tifosi cominciano ad essere stanchi e si sentono prigionieri di un ricatto. Quale costo ha la sopravvivenza in Serie A? Il Genoa visto nel derby è l'emblema di questo momento nero: il grifone, senza artigli, è stato la preda di una Sampdoria feroce e affamata. Catenaccio, palla lunga e mezzo tiro in porta, in mezzo il solito regalino ai cugini con Ntcham.

Il calcio champagne di Gasperini è già un lontano ricordo. Perché?

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