Le elezioni in Germania sono state la prova che in Europa soffia sempre più forte il vento del populismo: anche il razionale, efficiente e ricco popolo tedesco ha dato fiducia alla destra radicale. Angela Merkel ha vinto? Sì, ma indebolita e ridimensionata. L'unica realtà Politica che è cresciuta in Germania è il partito di destra anti-euro e anti-immigrazione Alternative für Deutschland (AfD), che fa il suo primo ingresso nel Parlamento tedesco come terza forza politica del paese.

E' il populismo a dettare l'agenda politica europea

In tutto il Vecchio Continente i partiti e i movimenti che si definiscono identitari, nazionalisti e sovranisti prendono sempre più piede.

Nove paesi europei, tra cui sette Stati membri della Comunità europea, contano partiti populisti nel governo. In questo periodo di crisi della politica occidentale, le forze populiste anti-sistema rappresentano la novità in contrasto con i vecchi modelli della politica europea, hanno superato la dicotomia degli ultimi decenni del centro-destra liberale e del centro-sinistra progressista, le loro istanze sono incentrate su pochi punti chiari, principalmente opposizione alle politiche europee di Bruxelles e difesa dei confini nazionali dai flussi migratori, che fanno presa sulla classe media strozzata dall’austerity europea e sulle periferie dove la presenza di immigrati è in continua crescita.

I dati della crescita del populismo in Europa

Secondo i risultati di una ricerca pubblicata dallo European Policy Information Center (Epicenter), un’associazione di analisi dello scenario politico in Europa, un elettore europeo su cinque, in media, vota per un partito di tipo populista.

Per definire l’etichetta “populista”, l’Epicenter ha steso una lista di precise caratteristiche che contraddistinguono le formazioni politiche populiste: un’immagine di forza in contrasto con una élite corrotta, vecchia e debole, una dichiarata impazienza verso i tempi dello stato di diritto, la pretesa di maggiore democrazia diretta, la volontà di rafforzare della struttura repressiva dello Stato e di nazionalizzare le banche e le grandi aziende private, l’opposizione radicale alle politiche dell’Unione Europea, soprattutto in tema di immigrazione, libero mercato e globalizzazione, l’uso di un linguaggio politicamente scorretto e la promessa di un cambiamento radicale della situazione politica ed economica nazionale.

Sempre i dati dell’Epicenter ci dicono che in Europa tra il 2016 e il 2017, in media, il consenso per i partiti che portano avanti questo tipo istanze è cresciuto del 18%.

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