Le bambine potevano essere salvate, o almeno una delle due? Forse la più grande Alessia era ancora viva quando si svolgevano le lunghe e fallimentari trattative con il padre, l'appuntato Luigi Capasso. Ad oggi, la ricostruzione della strage di Cisterna è tutt'altro che chiara. C'è un'altra storia, ben diversa da quella finora conosciuta. Una storia composta da capitoli ancora opachi: episodi e procedure fino alla tragedia finale che non quadrano, responsabilità finora non accertate, una inquietante fretta di chiudere il caso, di fare i funerali delle bambine e di imporre una pacificazione in nome di un 'perdono' che forse non c'è mai stato.

Dubbi, interrogativi, denunce: la giornalista Federica Sciarelli nella puntata di ieri di "Chi l'ha visto?" è tornata a occuparsi della straziante vicenda facendo emergere sconvolgenti ipotesi e anomalie.

Il 'perdono'

Bisognava chiudere in fretta il caso di Cisterna di Latina con tanto di perdono da un altare: questa la tesi di "Chi l'ha visto?". Venerdì scorso don Livio durante i funerali di Alessia e Martina ha chiesto di pregare anche per il padre killer tra il dissenso di molti. Ha poi giustificato la sua richiesta dicendo che la famiglia della moglie e la stessa Antonietta lo hanno perdonato. E' davvero così? "Le bambine hanno potuto perdonare? Antonietta, con una maschera che le tiene ferma la mascella, non ha potuto né piangere né gridare quando le hanno detto che le sue bambine erano morte e non ci risulta che abbia perdonato", ha detto in studio Sciarelli.

Sembra abbia portato due dita al cuore Antonietta quando le hanno rivelato la verità. Operata alla mandibola raggiunta da uno dei tre proiettili sparati dal marito, non può parlare, non può mangiare ed è alimentata con una sonda. C'è stata fretta di celebrare i funerali: per motivi che non si conoscono non sono stati rimandati. E se si deve parlare di perdono, come mai è stato annullato il funerale di Capasso e la salma è stata frettolosamente benedetta in una piccola cappella alla presenza di pochi parenti?

Le bambine erano ancora vive?

Secondo quanto ricostruito ieri nel corso del programma, le bambine si sarebbero accorte di tutto quando il padre è arrivato nell'appartamento e la più grande Alessia era ancora viva all'arrivo dei Gis, il gruppo interventi speciali dei carabinieri.

Il termorivelatore di presenze avrebbe segnalato due persone vive in casa. Una Capasso, l'altra Alessia a cui il padre aveva sparato qualche ora prima. Perché gli esperti dell'arma hanno continuato a negoziare da un balcone all'altro cercando di fare arrendere Capasso, aniziché fare irruzione? Dopo ore, alle 11 e 40, ancora non si sapeva se, d’intesa con la magistratura, sarebbero intervenuti. Il comandante dei carabinieri Gabriele Vitagliano in quella mattina sciagurata ha parlato due volte con i giornalisti, ma le domande sulla sorte delle bambine sono rimaste senza risposta. Poi, alle 13 e 27, dopo 7 ore e mezza dai primi spari, i militari sono entrati in casa ma le bambine erano morte e Capasso si era ucciso.

Il carabiniere 'infedele' più volte graziato

Nella puntata di ieri è stato poi evidenziata un'anomalia. Per cinque anni Capasso era stato sospeso dal servizio per una truffa alle assicurazioni. Assolto perché il reato era caduto in prescrizione, era tornato regolarmente in servizio. A settembre aveva picchiato la moglie davanti al luogo di lavoro e in presenza delle figlie. La moglie aveva presentato un esposto ed era andata a parlare con i superiori dellìappuntato. Come evidenziato in studio dall'avvocato Antonio La Scala, le forze dell'ordine per legge a quel punto, anche in mancanza di una denuncia effettiva, erano obbligate a procedere d'ufficio venute a conoscenza del grave comportamento di Capasso.

Avrebbero dovuto avvisare la magistratura d'urgenza e levargli subito la pistola d'ordinanza. E invece non è accaduto nulla di tutto questo. Ma dopo un'istanza senza senso presentata da lui, è stata Antonietta ad essere convocata in commissariato per chiarimenti.