Tra pochi giorni avrebbe compiuto 100 anni, Gianni Brera, celebre giornalista sportivo e gran tifoso del Genoa, riecheggia tra i racconti di chi lo ha vissuto.

Qualcuno potrebbe definirlo un personaggio mitologico, proprio come il Grifone, altri semplicemente un fuoriclasse con la penna. Gianni Brera è stato l'esempio lampante di un giornalismo sbottonato, incisivo, originale e perennemente sorprendente.

L'incastro perfetto di parole e sentimenti su un foglio di carta, quelle pagine di giornale che i tifosi del Genoa hanno divorato con passione nel corso degli anni.

Gianni Brera, il Genoa diventa poesia nel suo giornalismo

Già perché Brera, nato l'8 settembre 1919, ha incarnato perfettamente lo spirito battagliero, passionale, sentimentale ed emotivo del tifoso rossoblu. Perché era un tifoso, oltre che giornalista inimitabile e d'altri tempi.

Le sue parole, però, risultano sempre tremendamente attuali nella loro essenza. Gianni Brera descriveva il Genoa come un'onda instabile, imprevedibile, capace di volare sulla luna e di toccare il fondo in un battito di ciglia. Storie di passioni, grandi amori sofferti e sofferenti, di vittorie lontane e piccole grandi soddisfazioni terribilmente sudate. Ma anche e soprattutto di tradimenti, delusioni, ribaltoni e batticuore.

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Genoa

Gianni Brera è la penna eterna del Genoa, resta alla storia per quel suo "strampalato, inaffidabile vecchio balordo". Una definizione cruda e dura del Genoa, ma di un romanticismo infinitamente tangibile.

In poche parole Gianni Brera ha raccontato la storia di un club dal fascino ottocentesco, a tratti maledetto e più raramente sorprendentemente invincibile e leggendario. Rileggere oggi Brera significa frequentare un innovativo corso di scrittura, ma anche riassaporare storie non troppe lontane e probabilmente molto attuali.

Come le ultime sfide impossibili del Genoa, le retrocessioni sfiorate e i traguardi di un Europa lontana finalmente accarezzata e poi svanita. Ma anche i brividi di uno stadio che intona 'Genoa, Genoa, Genoa' e fa vibrare la città d'amore. E il Genoa, Gianni Brera, la viveva a modo suo, con il suo lavoro.

Un giornalista inimitabile

Le terminologie usate appaiono non replicabili, la capacità di spiegare e raccontare sentimenti è quasi come viverli.

Il suo Vecchio Balordo ultracentenario è un Genoa che ancora oggi ossessiona la tifoseria di una squadra che rappresenta nel mondo la città di Genova. Questo nonostante il Genoa, creatura mitologica e affascinante, sia comunque un essere perennemente inaffidabile. Ed era su questo che Gianni Brera aveva fatto centro. Lo conferma la storia recente di un club che ha alternato calcio champagne ad un calcio brutto, sporco e cattivo.

Insomma tutto e il contrario di tutto. Ma non potrebbe essere diversamente: stiamo parlando dello strampalato, bizzarro, inaffidabile Vecchio Balordo.

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