Ibrahimovic è tornato in campo nel match contro il Torino di Coppa Italia di ieri sera, mercoledì 13 gennaio. Lo svedese ha recuperato dal lungo infortunio, che lo ha costretto a due mesi di stop. L’asso svedese è sempre stato considerato l’anima di questo Milan. Lui è Pioli hanno creato compattezza nello spogliatoio, portando la squadra ai massimi livelli. Ma senza il numero 11, i rossoneri hanno vinto e convinto ugualmente. La classifica parla chiaro: il Milan conduce con tre punti di vantaggio sull’Inter e un ruolino di marcia quasi perfetto. Che Ibra non sia indispensabile per questo Milan lo dicono i numeri: in 24 delle 27 partite giocate i rossoneri hanno segnato almeno due goal.

Questo non è accaduto nel match contro la Juventus in casa (1-3), quello di Europa League contro il Lille (0-3) e quello di Coppa Italia contro il Torino (0-0). Il Milan più brutto si è visto proprio in queste due partite, dove Ibra ha giocato solo una parte di gara e non ha convinto. Contro i granata è stato sostituito dopo i primi 45 minuti, e paradossalmente, la squadra ha giocato meglio senza di lui nella restante frazione di gioco.

Il Milan senza Ibrahimovic non ha deluso

Il Milan senza Ibrahimovic ha comunque ottenuto risultati importanti: ha finito primo il girone di Europa League scavalcando i francesi del Lille all’ultima giornata ed ha allungato il distacco in campionato sull’Inter. Lo svedese ha saltato otto gare per infortunio, dove il Milan ha conquistato cinque vittorie, due pareggi e una sola sconfitta contro i bianconeri.

Forse solo nella partita di San Siro contro la Juve Pioli avrebbe avuto bisogno dello svedese, in virtù di una rosa molto decimata dalla COVID e dagli infortuni. Ma gli undici titolari hanno saputo tenere testa agli uomini di Pirlo, prima delle reti di McKennie e Chiesa. Senza Ibra la squadra si è riadattata ma senza perdere la sua identità, scoprendo i valori di Leao e Rebic in attacco.

Leao, Rebic, Theo Hernandez le alternative più che valide per Pioli

A fare da vice a Ibrahimovic ci ha pensato più di tutti Rafael Leao. Il giovane attaccante portoghese ha realizzato il goal più veloce nella storia della Serie A contro il Sassuolo. Poi nei momenti più difficili le zampate negli ultimi minuti di partita di Theo Hernandez sono state di vitale importanza per non perdere punti e la testa della classifica.

Suo il goal allo scadere contro il Parma per pareggiare 2-2, così come il colpo di testa al 93’ contro la Lazio per il 3-2 finale.

Certo, Ibrahimovic ha realizzato goal pesanti contro le big: doppiette per lui contro Roma, Inter e Napoli. Ora aspetta solo l’Atalanta per continuare il trend positivo. Ma è sicuro che il Milan non è poi tanto dipendente da lui.

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