“La marcia su Roma organizzata dai nazifascisti di Forza Nuova per il prossimo 28 ottobre non può svolgersi”. Con queste parole si apre la nota con cui i rappresentanti di Possibile, Pippo Civati e Andrea Maestri, invitano il ministro dell’Interno, Marco Minniti, la prefettura e la Questura di Roma a vietare l’evento organizzato dal movimento politico Forza Nuova di Roberto Fiore, neanche a dirlo, per il prossimo 28 ottobre, data del 95° anniversario della Marcia su Roma, organizzata dai fascisti di Benito Mussolini nel 1922. La reazione indignata di Civati giunge dopo la pubblicazione di un post, il 3 settembre scorso, sulla pagina ufficiale di FN in cui si invitano gli italiani a partecipare alla cosiddetta “Marcia dei patrioti” contro governo, Ius soli, migranti e stupri commessi da questi ultimi (come nel caso di Rimini).

FN si prepara a marciare su Roma

Il post pubblicato sulla pagina FB di Forza Nuova lo scorso 3 settembre mostra un’immagine di alcune statue dello Stadio dei Marmi del Foro Italico, il complesso sportivo costruito a Roma durante il Ventennio fascista. In sovrimpressione, la scritta “Sostieni la Marcia dei Patrioti”, con tanto di invito all’invio di una donazione. Ed è proprio ai “compatrioti” italiani che gli esponenti del movimento politico di estrema destra si rivolgono in prima persona. Nel post si parla di “marcia Forzanovista contro un governo illegittimo” (non certo di Marcia su Roma), per dire no alla legge sullo Ius soli e alla presunta invasione dell’Italia da parte dei migranti autori, secondo Forza Nuova, di “violenze e stupri”.

Civati chiede lo scioglimento di FN

Di fronte a questa iniziativa, ritenuta di carattere pienamente fascista, il fondatore di Possibile, Pippo Civati, decide di rivolgersi direttamente alle istituzioni “preposte alla tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico”. Secondo Civati, infatti, la Marcia su Roma di Forza Nuova violerebbe “la Costituzione, la legge Scelba e la legge Mancino”.

Per l’ex renziano e il suo compagno di partito, Andrea Maestri “la XII disposizione finale, non transitoria, della Costituzione vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista”.

Ma Forza Nuova, prosegue la loro nota, rappresenta il “partito fascista contemporaneo”. I membri di Possibile citano la legge Scelba, la quale recita che “si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista”.

Proprio ciò che starebbe mettendo in atto Forza Nuova attraverso l’uso della violenza “quale metodo di lotta politica”, oppure auspicando la “soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia”. Il partito di Fiore, secondo Civati, avrebbe anche la colpa di non rispettare i “valori della Resistenza” e di svolgere “propaganda razzista”. Per concludere, Possibile chiede al ministro dell’Interno Marco Minniti, invitandolo ad utilizzare il “pugno duro” come contro i migranti, di vietare la marcia del 28 ottobre e di “avviare la procedura di scioglimento di Forza Nuova”.

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