Luigi Bisignani, il faccendiere e giornalista legato alla vicenda della loggia massonica P2 e ad altri Misteri d’Italia, torna a far parlare di sé. Questa volta lo fa nei panni di giornalista del quotidiano Il Tempo, giornale con cui collabora. E le sue rivelazioni, se dovessero essere confermate, sarebbero una vera e propria bomba politico-mediatica. Secondo quanto scritto nell’articolo pubblicato oggi, dunque, il M5S e la Lega starebbero discutendo i termini di un accordo di governo per il dopo elezioni 2018 in un ufficio di Milano. Fautore ed ispiratore di una possibile alleanza tra Beppe Grillo e Matteo Salvini, scrive l’uomo il cui nome risultava nelle liste P2 rinvenute a Castiglion Fibocchi nella villa di Licio Gelli nel 1981, sarebbe stato il defunto Gianroberto Casaleggio.

Quest’ultimo avrebbe lasciato in eredità al figlio Davide il compito di dare vita ad un “asse blindato di governo” tra i due movimenti politici. Bisignani rivela anche i nomi di alcuni probabili ministri e parla di esclusione di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista perché “valutati non all'altezza”.

Patto M5S-Lega ispirato da Casaleggio

Nel suo pezzo pubblicato dal Tempo, Luigi Bisignani si rivolge direttamente a Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e a quelli che definisce i “mille Pisapia” esortandoli a svegliarsi. Infatti, secondo le informazioni riservate finite in suo possesso, il M5S e la Lega sarebbero pronti a dare vita ad un accordo di governo dopo le elezioni del 2018. Lo stesso auspicio di Gianroberto Casaleggio, aggiunge il giornalista, il quale avrebbe addirittura messo per iscritto le sue volontà che il figlio Davide ha ora il compito di mettere in pratica per “preservare quel che resta dell'Italia produttiva” (virgolettato attribuito da Bisignani a Casaleggio senior ndr).

Il Bisi fornisce anche i particolari dell’accordo che starebbe per essere chiuso in un misterioso ufficio situato nei pressi della stazione di Milano.

Il programma del governo Grillo-Salvini

Naturalmente, prosegue Bisignani, il compito di indicare il candidato premier spetterà a Grillo, capo del partito di maggioranza relativa dopo le elezioni, mentre un “governo di emergenza” che dovrebbe rimanere in carica 2 anni si presenterebbe al Quirinale per la fiducia entro 48 ore dal voto.

Le regole del M5S per la scelta del candidato premier e l’eventuale lista di ministri, sostiene il faccendiere più famoso d’Italia, finirebbero inevitabilmente nel cestino. I principali punti del programma sarebbero 3: “riordino del fisco, della giustizia e del mercato del lavoro”. Ancora da decidere, invece, la sorte di “Legge Fornero, reato di clandestinità, reddito di cittadinanza, vitalizi, partecipate statali, carrozzoni pubblici e debito”.

Per quanto riguarda Europa ed Euro, infine, sembra sicura la sospensione del bail-in.

I nomi: fuori Di Maio e Di Battista, dentro Giulia Bongiorno e Milena Gabanelli

Chiudiamo con i nomi dei presunti membri dell’ancor più presunto governo M5S-Lega. Bisignani dà per certa l’esclusione del duo Di Maio-Di Battista ritenuti, come detto, “non all’altezza”. Grillo e Casaleggio vorrebbero puntare tutte le loro fiches su Milena Gabanelli, in rotta con la Rai, oppure sul magistrato Pier Camillo Davigo. Salvini, invece, indicherebbe i nomi di alcuni ‘tecnici’ come l’economista Armando Siri, il “professionista della sicurezza” Gianni Tonelli e l’avvocato Giulia Bongiorno.

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