Dopo il successo del Movimento5Stelle a Ostia, Virginia Raggi è apparsa più che mai rinfrancata ospite di Giovanni Floris a Di Martedì. Non poteva che essere altrimenti: senza la vittoria della candidata Giuliana Di Pillo nel X Municipio, anche la sua posizione sarebbe ritornata in bilico. La sindaca ha risposto colpo su colpo alle stoccate di Floris sia per ciò che concerne il dibattito politico nazionale che romano. In primis la Raggi ha difesa la scelta di Alessandro Di Battista di non candidarsi nella prossima legislatura, rassicurando gli elettori sul suo impegno in prima linea lontano dalla luce dei riflettori.

Perentorio è stato invece il commento sull’addio dell’ex direttore generale di AMA (da lei nominato), stefano bina. “Assessori e vertici delle partecipate - ha affermato la prima cittadina - hanno diritto di rimanere al proprio posto finché portano avanti il nostro programma”. “Nel momento in cui si verificano divergenze - ha proseguito - io cambio anche cento assessori se serve”. Come il più classico leitmotiv non poteva mancare un passaggio sulle vicende giudiziarie personali che la vedono coinvolta nel calderone del caso Marra. Alla domanda se si dimetterà per una ipotetica condanna, la Raggi l’ha presa elegantemente molto alla larga. “Mi atterrò a quanto scritto nel nostro codice etico del Movimento” ha spiegato, lasciando dunque il campo alle interpretazioni più maligne dei suoi detrattori.

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