Renzi si riprende la base del Partito Democratico o per meglio dire la sua vera base. Il discorso dal palco della Leopolda 8 ha colto nel segno raccogliendo il consenso unanime dei tanti presenti. La kermesse politica fondata dal segretario democratico ha centrato infatti l’obiettivo di serrare le fila in vista di una campagna elettorale dall’alto tasso di litigiosità. È proprio su questo punto che Renzi è tornato ambiziosamente a parlare di Centrosinistra unito, allungando ancora una volta la mano agli ex compagni che proprio non ne vogliono sapere di accettare qualsivoglia compromesso.

Lo ha fatto forte del sostegno dei grandi vecchi fondatori del Pd: da Prodi a Veltroni per chiudere con Fassino. Renzi ha rivendicato il suo ruolo e la nomination di candidato premier incassata grazie al plebiscito delle primarie. Il capo dei dem si è rivolto alla platea amica sottolineando con orgoglio i provvedimenti adottati dal suo governo dei mille giorni, promettendo di rientrare a Palazzo Chigi con il proposito di proseguire sulla strada intrapresa. In un clima da piena campagna elettorale Renzi ha poi voluto rimarcare il solco che lo separa dal Centrodestra e dal M5S, esponendosi con un preciso pronostico elettorale: “Finirà con un grande testa a testa tra Berlusconi e Di Maio per chi arriverà secondo e terzo”.

Noi siamo diversi da loro - ha tuonato dal suo pulpito - noi abbiamo aumentati i posti di lavoro, Berlusconi lo spread e Di Maio i followers”.

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