Passerà alla storia come la campagna dei pulpiti, questa della Sicilia. Chissà perchè chissà com'è ma è tornata prepotente la chiesa al centro dei comizi o para-comizi forse anche mercè gli spietati sondaggi. Guerra Combattuta ovviamente su tutto il territorio nazionale perchè la posta in gioco è davvero alta. Da qui si deciderà la tenuta di un blocco di centro-destra ricompattato per l'occasione. Qui si deciderà l'entità del ridimensionamento PD locale non all'altezza dei due competitors maggiori. Ed infine qui si deciderà forse la posta più alta: la capacità dei 5 stelle di convincere la maggioranza relativa dei siciliani attorno ad un programma che sulla carta si annuncia fieramente alternativo agli altri blocchi e forse allo stesso modo di concepire il rapporto cittadino-rappresentanti.

Dove e perchè

Se Renzi si affida al fascino paleocristiano in quel di Battipaglia non da meno sono Orlando e Micari sulla stessa “sponda” ma a Palermo nel contesto meno sontuoso di Santa Maria delle Grazie. Orlando parla di “semplice comunicazione” seppur Politica, davanti ad un microfono avventatamente porto dal celebrante. E d'altra parte il Sindaco ha almeno una ecumenica dimestichezza anche con la Moschea (senza discorso, però perché non l'avrebbero presa bene).

Renzi invece si infila quatto quatto in un evento cultural-architettonico e lo volge ad arringa politica di fronte ai maggiorenti del PD campano in prima fila, che certamente avranno borbottato pochi atti di penitenza ma sicuro qualche preghiera profana.

Per ora la Curia tace, forse nell'imbarazzo dell'indecisione sul da farsi davanti a quel che già è stato fatto senza preavvisi, pare.

C'era una volta la DC, laica ma confessionale

La laicità è a rischio? Anche se c'è da osservare quanto sia un “nuovo corso” cui non hanno svoltato i politici, ma il Papa stesso “interventista” su temi sociali che tanto però odorano di incenso politico, unica guida forte e autorevole di verità forti e scomode in un mondo rassegnato al pensiero debole e tremebondo.

C'è stato il tempo invece in cui la politica forte non profanava la Chiesa, almeno in maniera così manifesta e non senza l'intercessione di alti prelati, che mediavano tra la spirituale purezza dell'anima e la necessità del “corpo” elettorale di trovare una sponda politica a difesa della famiglia e dei cristiani valori.

Ma erano tempi in cui i politici entravano in chiesa rigorosamente durante le funzioni religiose a manifestare l'uomo credente che era in loro, che nutriva e indirizzava l'uomo politico, mentre lasciavano ad intrepidi curati e volenterose suore l'onere di spargere la necessità del voto tra fedeli.

Erano i tempi dei referendum epocali su aborto e divorzio, in cui fremevano conventi e chiese, tutti impegnati in una parola e passaparola d'ordine unica, che lasciava le sacrestie e le curie ed invadeva i collegi, le associazioni, le opere pie, i circoli sportivi, le scuole private, ma forse mai il bar al tempo troppo aduso a bestemmie ed imprecazioni, una zona franca, che allora come oggi forse resta l'ultimo baluardo della laicità ?

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