Arrivano in queste ore le ultime novità sulla tanto attesa abolizione dei vitalizi dei politici, che purtroppo non ci sarà. La proposta di legge che porta il nome di Richetti non c'è nella legislatura di quest'anno. Di conseguenza ci saranno delle ripercussioni sull'opinione pubblica, che favorirebbe altri candidati per le prossime elezioni politiche italiane.

L'abolizione dei vitalizi non è sul calendario

Secondo la famosa testata giornalistica la Stampa, il deputato Matteo Richetti definisce "grave ed irresponsabile" il mancato appuntamento con la legge che prevede l'abolizione dei vitalizi dei politici.

Una legge che è un cavallo di battaglia per Renzi ed il PD. Evitare di introdurre la proposta di legge in questa stessa legislatura comporta ulteriori "perdite" dello già sfavorito Partito Democratico, con conseguente perplessità dell'opinione pubblica, che potrebbe avvicinarsi sempre di più ad altri partiti, in particolare al Movimento 5 Stelle e probabilmente anche alla coalizione di centrodestra. L'argomento dei vitalizi è un tema molto sentito fra il popolo, ed anche Richetti stesso perciò potrebbe compromettersi pericolosamente, dato che è un sostenitore di Renzi. In parole povere, un emendamento del senatore Ugo Sposetti ha cancellato i principi del ddl, provocandone il "collasso".

Cosa succederà al ddl Richetti?

Una soluzione ci sarebbe: si potrebbe inserire la legge in qualità di emendamento nella Legge di Bilancio del 2018. Questo è un argomento che c'entra davvero poco con la Legge di Bilancio, ma che potrebbe essere messa in discussione comunque, senza evitarla ulteriormente. Se da un lato si potrebbe fare senza problemi, dall'altro creerà una scissione ancora più profonda nel Partito Democratico, avvantaggiando Renzi.

Il senatore Stefano Esposito ha esternato il suo sfavore verso chi cerca di affondare questo ddl prima che diventi una legge vera e propria, per presunta incostituzionalità che riguarda i cosiddetti "diritti acquisiti". Esposito inoltre afferma che questi diritti acquisiti sono già stati messi in discussione con la legge Fornero.

Questo comporta però un altro quesito: come mai questi diritti acquisiti sono validi per i politici e per i cittadini no? Sembra proprio che questa legge stia subendo degli ostacoli che non si ha la voglia di superare. Il dibattito è aperto. Si aspettano ulteriori aggiornamenti.

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