Vittorio sgarbi, critico d'arte, saggista, politico (da poco eletto assessore dei beni culturali della Sicilia) e soprattutto opinionista, questa volta ha esagerato. Ad Agorà, in onda su Rai 3 ha esordito, riferendosi al Sostituto della Direzione Nazionale Antimafia Di Matteo: ha tratto vantaggio delle minacce di morte di Riina per spacciarsi da eroe. Queste parole hanno scioccato gran parte del mondo politico pentastellato che si è sollevato contro Sgarbi, che ha aggiunto: 'Dopo le minacce del boss ha ottenuto cittadinanze onorarie come se fosse un martire'.

Forte la risposta di Giancarlo Cancelleri esponente M5s, che immediatamente dal profilo facebook ha ribattuto che Musumeci dovrebbe destituire Sgarbi dall'incarico d'assessore, dimostrando in tal modo d'avere preso le distanze dalle dichiarazioni del critico.

La risposta di Sgarbi non si è fatta attendere, anzi rincarando la dose ha aggiunto di non avere mai attaccato il pm Di Matteo ma d'avere sottolineato che le minacce di Riina altro non erano che invettive rese pubbliche per produrre un alone di pericolo e suggestione intorno al magistrato.

Esistono precedenti in cui Vittorio Sgarbi ha mostrato la sua antipatia nei confronti del Magistrato

Sgarbi non è nuovo a queste invettive; pochi mesi fa ha criticato la sindaca di Roma Virginia Raggi per avere attribuito la cittadinanza onoraria a Di Matteo, puntando sul fatto che non la meritasse in quanto meridionale e soprattutto considerato un eroe immotivato.

Sicuramente le parole del critico hanno creato tensione anche nella giunta di centrodestra di Nello Musumeci che ora si trova tra due fuochi e preferisce tacere, creando ancora più irritazione nel M5s. La contestazione si allarga a macchia d'olio tra i pentastellati che ritengono le parole di Sgarbi inappropriate e offensive.

Il critico verrà esonerato dall'incarico di Assessore dei Beni Culturali della Sicilia o ancora una volta avrà usato parole forti per aumentare la propria visibilità come ha sempre fatto? Noi siamo certi che il Magistrato Di Matteo continuerà la sua lotta contro la mafia nonostante la dichiarazione discutibile dell'opinionista che, anche questa volta è riuscito a fare parlare di sé, toccando un tasto ancora doloroso non soltanto per la Sicilia ma per l'Italia intera.

Il pensiero infatti ci riporta alle stragi in cui i giudici Falcone e Borsellino hanno perso la vita.

Apprezziamo il Magistrato siciliano che sinteticamente ha ricordato che Sgarbi è già stato rinviato a giudizio per diffamazione aggravata a causa di una dichiarazione simile a quella attuale.

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