Non c’è nessun punto in comune tra la figura politica di Giulio Andreotti e quella di Luigi Di Maio, Anzi, chi sostiene il contrario pronuncia una “bestemmia”. È questo il giudizio dato da Stefano Andreotti, il secondo dei quatto figli nati dal matrimonio tra il defunto leader della Democrazia Cristiana e Livia Danese, sulle presunte similitudini tra il padre e il candidato premier del M5S. Adreotti jr. ha stroncato il paragone tra i due uomini politici durante la trasmissione radiofonica Rai Un giorno da pecora, di cui è stato ospite questa mattina, 22 gennaio.

Di Maio il nuovo Andreotti? ‘Una bestemmia’

Stefano Andreotti è stato oggi ospite della trasmissione radiofonica Un giorno da pecora, condotta dal duo Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Di fronte all’impertinente accostamento fatto dai conduttori tra la figura del padre Giulio e quella di Luigi Di Maio, considerato da alcuni il ‘nuovo Andreotti’, il 66enne Stefano non ha avuto esitazioni nel rispondere. “È una bestemmia, non c’è alcun punto in comune”, ha sentenziato lapidario. Una chiusura netta che avrà fatto piacere sia ai militanti del M5S, che vedono in Giulio Andreotti la personificazione del ‘male’ del sistema politico italiano, sia ai molti seguaci del Divo Giulio, disgustati dal solo pensiero che il loro idolo, signore incontrastato della DC durante la prima Repubblica, possa essere accostato ad un insolente ‘grillino’.

Il giudizio di Andreotti jr su Giulia Bongiorno nella Lega

Ma Stefano Andreotti non si limita solo a premurarsi di separare la iconica, anche se scomoda, figura del padre da quella del giovane e rampante capo politico del M5S. Logico che l’attenzione dei conduttori di Un giorno da pecora dovesse spostarsi anche su Giulia Bongiorno, ex avvocato difensore di Giulio Andreotti, da poco candidata nelle file della Lega di Matteo Salvini.

Sul fatto che la Bongiorno abbia ufficializzato la notizia della sua candidatura nella Lega, Andreotti jr pensa che suo padre “non avrebbe avuto niente da dire dal punto di vista personale” anche se, aggiunge, “dal punto di vista politico non voterebbe mai la Lega”, né il Pd, né Forza Italia. La sua impressione è che, forse, Giulio Andreotti “voterebbe la DC ora che c’è di nuovo lo scudo crociato”.

Insomma, la convinzione del figlio di Andreotti è che il padre sia rimasto fedele alla Democrazia Cristiana anche dall'aldilà. Facile premonizione.

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