Tutti contro Attilio Fontana, candidato governatore del Centrodestra in Lombardia. Dopo le sue dichiarazioni a difesa della “razza bianca”, il leghista ha cercato di limitare provando a rettificare leggermente il tiro. Un tentativo quasi vanificato dallo stesso Fontana che, pur ammorbidendo i toni rispetto alle precedenti uscite ingloriose, si è difeso evocando la Carta Costituente e il suo riferimento all’esistenza delle razze. Un pasticcio che non poteva passare sotto traccia e che ha immediatamente creato un vespaio di accuse tra le forze politiche.

Anche nel Centrodestra c’è chi ha chiesto a Fontana di calmarsi: Maurizio Gasparri lo ha invitato a contare fino a dieci prima di parlare. “Credo sia dovuto non al razzismo - ha affermato il papabile candidato governatore di Forza Italia nel Lazio - ma a imperizia dialettica”. Dopo essere stato lanciato a sorpresa nella corsa alla presidenza della Lombardia, ora Fontana si ritrova gli occhi addosso dei suoi stessi alleati. Le perplessità che in molti cullavano sin dalla prima ora si è trasformata inesorabilmente nella certezza di aver puntato sul cavallo sbagliato. Di scenari di ribaltone all’orizzonte, tuttavia, nemmeno a parlarne. Anzi, Matteo Salvini ha difeso il suo uomo smentendo le voci che lo volevano pronto al passo indietro.

Contro Fontana è arrivata anche la reazione durissima del vicepresidente della Commissione Europea, Pierre Moscovici: “Le sue parole sulla razza sono scandalose”.

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