Dei 103 contrassegni presentati, alcuni dei quali doppi per via delle minoranze linguistiche, ne rimarranno minimo 75 oppure, al massimo, 94. Questo il primo responso del Ministero degli Interni, dopo la chiusura del termine massimo entro il quale presentare loghi, immagini e “marchi” di movimenti e partiti interessati a presentarsi alla prossime Elezioni politiche del 4 Marzo. E' stata infatti rigettata la richiesta di nove contrassegni, mentre i referenti di altri diciannove sono stati invitati, facendo riferimento alle normative attuali, a sostituire il contrassegno oppure ad integrare la documentazione presentata. In alcuni casi entrambe le cose. Tempo massimo per ripresentare la domanda e sperare nell’accettazione: 48 ore.

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Tra i rimandati anche lo scudo crociato e la fiamma

Lasciando da parte per un attimo i 75 loghi accettati, dei quali avremo modo e tempo di conoscere ogni aspetto e soprattutto ogni programma elettorale, è interessante guardare quali sono stati i contrassegni non accettati in questa prima fase. Nessun problema per i simboli con i quali si presenteranno al via della campagna elettorale i vari Renzi, Berlusconi e Di Maio, ma tra coloro che dovranno presentare nuova documentazione e relativo ricorso c'è anche lo scudo crociato.

Il simbolo storico della Democrazia Cristiana, oltre ad un’altra icona classica come la fiamma dell'Msi destra nazionale, sono già presenti in altri contrassegni molto simili e dunque a rischio fraintendimenti per buona parte della popolazione elettrice. Lo scudo si trova, infatti, in uno dei simboli ammessi, quello di Noi con l'Italia-Udc, mentre la fiamma è nel contrassegno di Fratelli d'Italia, il partito guidato da Giorgia Meloni. E tra i non ammessi, ma che possono giocare ancora le loro ultime carte, anche i Pensionati Consumatori, i Forconi ed il movimento per l’Indipendenza del Veneto.

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Entro domenica 29 gennaio la presentazione della lista dei candidati

I rappresentanti legali dei diciannove simboli invitati a modificare il contrassegno o presentare ulteriori documenti hanno ancora qualche speranza. Successivamente, i partiti ed i movimenti “promossi” dovranno presentare, sabato 28 e domenica 29 gennaio 2018, la lista dei candidati nei tribunali e nelle Corti d’appello dei capoluoghi di provincia. Tra i nove contrassegni “bocciati”, quelli che non consentiranno la presentazione delle liste, c'è la Margherita - Democrazia è libertà, Fronte Verde, Ragione e libertà.

Per loro la campagna elettorale è finita ancor prima di iniziare.

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