Gli ultimi sondaggi politici, aggiornati al 27 gennaio 2018, li fornisce l’istituto di ricerca Ipsos Italia. L’amministratore delegato di Ipsos, Nando Pagnoncelli, scrive un lungo articolo sul Corriere della Sera dove conferma sostanzialmente le percentuali delle varie forze politiche rispetto a dieci giorni fa. M5S resta sempre saldamente prima forza politica, staccando di molto il Pd di Matteo Renzi. Nel centrodestra è sempre Silvio Berlusconi a farla da padrone, con la sua Forza Italia in netto vantaggio sulla Lega di Matteo Salvini. Non pervenuto in questi sondaggi il risultato di Liberi e Uguali, così come quello delle altre compagini politiche minori.

Pagnoncelli, infatti, in questo caso decide di prendere in considerazione altre variabili elettorali, come l’età o l’estrazione sociale del corpo elettorale. Ma vediamo tutti i numeri.

Sondaggi Ipsos: le percentuali dei partiti maggiori

Come accennato sopra, Nando Pagnoncelli conferma il M5S come prima forza politica italiana. I pentastellati guidati da Luigi Di Maio si attestano su un lusinghiero 29,3%, a un passo da quota 30. Secondo partito, ma staccato di quasi 7 punti percentuali, resta sempre il Pd con il 22,7%. Nel centrodestra non cambia la musica ascoltata in queste ultime settimane: Forza Italia tocca il 16,9%, ottenendo più di tre punti di vantaggio sulla Lega, stabile al 13,7%. Secondo i sondaggi Ipsos, il primo partito di questa tornata elettorale resta comunque quello degli astenuti e degli indecisi, dato al 34,8%, con i primi al 21,9% e i secondi al 12,9%.

La suddivisione del voto per età e livello culturale

Secondo i sondaggi forniti da Nando Pagnoncelli, un terzo dei giovani nella fascia di età compresa tra 18 e 24 anni, che rappresentano circa l’8% dell’elettorato, si dichiara indeciso o astenuto. Gli altri, oltre a M5S e Pd, sono più intenzionati degli altri elettori a votare partiti come LeU e la Lega.

Passando alla fascia 25-54 anni, la percentuale di astenuti si assottiglia, così come quella di coloro che si dicono intenzionati a votare Pd (tra il 15 e il 19%). Bene, invece, il M5S, dato sopra al 30%. Tra gli elettori over 65 (il 26,4% del totale), infine, l’astensione risale al 39%, ma le posizioni tra i partiti si ribaltano.

Il Pd, infatti, risulta primo con il 36,1%, seguito da FI con il 19,5%. Staccati, invece, Lega e M5S.

Passando ad analizzare il livello di istruzione, i laureati tendono a votare i partiti di centrosinistra. Lo stesso fenomeno si registra tra gli elettori meno scolarizzati (licenza elementare o niente) che, secondo i sondaggi, voterebbero in massa (30%) per il partito di Renzi, contro il 24% del M5S e il 22,7% di FI. Percentuali ribaltate, però, tra gli operai, per il 40% orientati a votare 5 Stelle e per il 20% Lega. Anche il ceto medio, rappresentato da insegnanti e impiegati, e quello dei lavoratori autonomi (artigiani e commercianti) vota in maggioranza M5S. Così come le casalinghe, divise però tra Di Maio e il sempre verde Berlusconi.

Il Pd, infine, spopola, come da tradizione tra i pensionati.

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