In questi ultimi giorni di campagna elettorale, non brillantissimi, il candidato premier del Movimento Cinque Stelle utilizza la carta istituzionale della presentazione prevoto della rosa dei Ministri di un suo eventuale governo a guida pentastellata.

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Un primo nome uscito dal mazzo dei papabili, e per ora confermati, è il generale Sergio Costa, noto per aver scoperto la questione della "Terra dei Fuochi", la pratica criminosa da parte di organizzazioni come la Camorra di interrare rifiuti pericolosi nelle terre della Campania e dintorni.

Di Maio al lavoro per il governo

In queste ore, Di Maio è concentrato col suo staff nel comitato elettorale. Tra le ipotesi al lavoro per il gruppo dirigente pentastellato per risolvere l'eventuale impasse postvoto ci sarebbe una specie di Grosse Koalition all’italiana, ovviamente a guida grillina.

Di Maio promette stabilità agli Stati Uniti
Di Maio promette stabilità agli Stati Uniti

Di Maio, dicono fonti vicine al candidato pentastellato, sarebbe intenzionato, dopo il voto, a rivolgersi per la formazione di un eventuale governo al Partito Democratico, magari senza Renzi, Liberi e Uguali di Grasso e la lista della Bonino. Così si spiegano le intemerate richieste, se non almeno irrituali, ricerche di un avvallo istituzionale del Presidente della Repubblica, cercato nei giorni scorsi dai pentastellati per sottoporvi un eventuale lista dei Ministri, e che ha creato non pochi mal di pancia, non tanto al Quirinale, quanto agli altri partiti, per la scelta irrituale di far visita al Presidente della Repubblica a pochi giorni dalle elezioni.

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A cinque anni di distanza dal tentativo fallito di Bersani di formare un governo con i voti grillini, il movimento con l'imprimatur del leader campano sta radicalmente cambiando l'impostazione alla base del suo agire politico. Cercando di essere rassicurante ed istituzionale, con un occhio ai mercati e alle istituzioni europee, Luigi Di Maio vuole assicurarsi come forza tranquilla e sicura, magari con appoggio di forze che detesta personalmente, ma la partita si gioca col Presidente Mattarella, che, in caso di fallimento di una grossa coalizione tra Forza Italia e Partito Democratico, non potrebbe non dare almeno un incarico esplorativo al candidato M5S.

Dalle ultime dichiarazioni, sembrerebbe che la probabile squadra di governo pentastellata si tingerà di rosa, con tre donne in tre ruoli strategici, Interni, Esteri e Sanità, L'annuncio dei nomi, che in parte saranno tecnici ed in parte politici, verrà dato il primo marzo, ad una conferenza ad hoc.

M5S
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