Il filosofo e ricercatore Paolo Flores d’Arcais, direttore della rivista Micromega e da sempre legato alla sinistra, propone la sua ricetta per la formazione del nuovo #Governo. Flores d’Arcais, intervistato dal quotidiano La Stampa, considera “immonde” le due ipotesi collegate di un possibile governo M5S-Lega [VIDEO] o, addirittura, #M5S-centrodestra. È nota, infatti, fin dall’epoca dei cosiddetti girotondi, la storica idiosincrasia provata dallo studioso per il capo di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

La proposta di Paolo Flores d’Arcais al M5S

Per questo motivo il direttore di Micromega suggerisce ai pentastellati di proporre come premier al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, una persona “fuori dai partiti”, capace di realizzare almeno alcuni punti del programma M5S, compreso il reddito di cittadinanza, provvedimento al quale lo stesso Paolo Flores d’Arcais dimostra di credere.

Ma non solo, perché l’ipotetica squadra di governo scelta da Luigi Di Maio dovrebbe comprendere anche personalità “sempre apprezzate” dal Movimento del calibro del costituzionalista Gustavo Zagrebelsky, dello storico dell’arte Tomaso Montanari e del magistrato Piercamillo Davigo. Uomini di diversa estrazione politica, ma accomunati da un profondo senso dello Stato e della Giustizia.

Una proposta che il Pd non può rifiutare

A quel punto, di fronte ad uno scenario del genere, ne è convinto Paolo Flores d’Arcais, il Pd “non potrebbe dire di no” e, anche se dovesse esserci l’opposizione di Matteo Renzi, il partito sarebbe in qualche modo costretto ad uscire dalla posizione di “isolamento” in cui si è rinchiuso. Linea politica che il direttore di Micromega considera “irresponsabile” perché rischia di regalare l’Italia alla destra, mentre invece un governo M5S-Pd [VIDEO]gli sembra uno sbocco naturale, soprattutto sui temi dell’uguaglianza e della lotta alla corruzione.

Il giudizio sul centrodestra

In questo quadro, il giudizio dato da Paolo Flores d’Arcais sulla compagine di centrodestra è ovviamente negativo. Intanto, come detto, le ipotesi di un governo tra Di Maio e Salvini o, addirittura, con Berlusconi, vengono bollate come “immonde”. E poi, il solo fatto di trattare nomi come quello di Maurizio Gasparri per la presidenza del Senato rappresenta secondo il filosofo un “suicidio” per il M5S. Bocciata come una “furbizia” anche l’eventuale tattica pentastellata di non votare per il presidente del Senato, consentendo che il centrodestra se lo elegga da solo, ma lasciando la porta aperta ad un accordo di governo. #Paolo Flores d'Arcais