Le schermaglie, i veti incrociati, le rivendicazioni, i tatticismi e le battute continuano a farla da padrone: allo stallo politico non c'è ancora soluzione. E il secondo giro di consultazioni al Quirinale è andato a vuoto. Parlando dal palazzo presidenziale, il capo dello Stato Sergio Mattarella, ha strigliato i partiti chiedendo loro di discutere ancora per qualche giorno per cercare di trovare una soluzione.

Se il risultato delle consultazioni parallele tra di loro sarà ancora una volta negativo, il compito di fare la scelta in grado di sbloccare l'impasse spetterà al presidente, come da lui stesso ha annunciato quest'oggi.

Le parole del presidente Mattarella

Discorso ficcante ma allo stesso tempo pesato quello del presidente Mattarella. Dopo aver constatato l'impossibilità di optare per una decisione in grado di portare alla costituzione di una maggioranza in parlamento, ha ricordato le vere emergenze che impongono una accelerazione già annunciata indirettamente nei giorni scorsi.

Il capo dello Stato ha fatto cenno all'urgenza, l'urgenza di avere un "governo nel pieno delle sue funzioni".

Gli argomenti che pesano sono diversi, e partono dalla situazione internazionale: guerra commerciale incombente tra Stati Uniti e Cina e guerra "vera" in Siria, con sullo sfondo lo spettro di un conflitto Usa-Russia. Al centro del discorso di Mattarella anche l'Europa: "scadenze importanti e imminenti", le chiama l'inquilino del Quirinale.

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Politica

La Politica comunitaria è a un bivio su questioni centrali, e il consiglio europeo di fine giugno ha un'importanza cruciale. Mattarella spinge per un governo pienamente operativo a breve, che possa rappresentare una posizione solida del nostro paese in vista - anche - degli appuntamenti in Europa e possa dare risposte certe alle esigenze dei cittadini italiani.

Altro tempo ai partiti

Per i partiti c'è ancora qualche giorno per discutere tra di loro.

Quelle annunciate dal capo dello Stato appaiono come delle consultazioni "parallele", che vedranno come protagonisti esclusivi le diverse forze politiche. Non sarà facile trovare una quadra nel giro di pochi giorni, e questo Mattarella sembra averlo capito. Ed ecco che allora ha già annunciato - senza scendere nei dettagli - la sua exit strategy: prenderà lui una scelta in grado di premere sull'acceleratore della soluzione alla crisi di governo.

Le opzioni in mano al presidente sono diverse e vanno da un incarico "politico" diretto ad un leader (Salvini o Di Maio); un incarico esplorativo ad una figura istituzionale (presidenti della Camere); oppure un incarico ad una figura politica non di primo piano. Nel caso in cui i partiti continueranno a giocare ognuno nel proprio campo spetterà al presidente decidere.

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