Ennesima fumata nera durante il secondo giro di consultazioni della presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, convocata mercoledì dal capo dello Stato Sergio Mattarella, il quale le ha conferito un mandato esplorativo, finalizzato a verificare se sussistono condizioni favorevoli alla formazione di un governo tra centrodestra e movimento 5 stelle.

Troppi veti e nessun programma concreto, come si evince dalle dichiarazioni di Matteo Salvini al termine dell'incontro. Nessun incarico conferito, dunque. Nessun intento propositivo e nessun accordo.

Di Maio non cede, Salvini non ci sta

"Bisogna parlare di cose da fare, come da accordi con il Movimento 5 Stelle", ha dichiarato Matteo Salvini, il quale ha insistito sulla necessità di un'intesa con tutto il centrodestra: "Bisogna abbandonare i veti e parlare di programmi, solo così si può partire". Il leader della lega si è detto disposto al dialogo e aperto ad ogni proposta.

Affermazioni simili sono giunte anche da Luigi Di Maio, al termine del confronto con la presidente del Senato Casellati, ma a patto che il cosiddetto contratto alla tedesca sia "formato e firmato da due precise forze politiche: Lega e Movimento 5 Stelle".

Il leader pentastellato ha proseguito nel suo intervento dicendo: "Ce la stiamo mettendo tutta, ma oltre certi limiti non possiamo andare. Ho detto chiaramente che c'era disponibilità a firmare un contratto con Matteo Salvini per formare il governo. E in virtù di quel governo siamo disposti ad accettare il sostegno di Forza Italia e Fratelli d'Italia, ma è chiaro che l'interlocuzione è tra noi due".

Dunque, pur confermando l'esistenza di punti in comune tra i due partiti "su parecchi temi", l'ex vicepresidente della Camera non sembra disposto a cedere sulla pressante richiesta di collaborazione con un centrodestra omogeneo, costituito anche dai partiti di Berlusconi e Meloni, per i quali auspica invece un ruolo marginale.

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Politica M5S

Per Di Maio sì a Salvini, no a FI e FdI

"Siamo anche disponibili a non considerare ostile il sostegno di Forza Italia e di Fratelli d'Italia a questo governo", ha asserito Di Maio che, al contempo, ha precisato che in tal caso l'incarico di formare un governo andrebbe affidato ufficialmente alle due forze politiche designate dagli elettori. Dunque, l'appoggio da parte degli altri due partiti del centrodestra non è stato escluso dal leader dei cinquestelle, purché rimanga "esterno". Una parziale concessione che, però, non scioglie i nodi della questione e non rafforza l'intesa.

"È chiaro che ci sia anche da parte nostra piena disponibilità a discutere sui programmi", ha aggiunto Di Maio, pur rimanendo irremovibile sulla posizione che dovrà mantenere la coalizione.

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