L'idea di fondo non cambia: Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni hanno intenzione di giungere uniti alle prossime consultazioni del Presidente della Repubblica. Ma sebbene ufficialmente, dinanzi alla stampa, i leader di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia dichiarino che la coalizione è solida, sappiamo bene che non lo è mai stata e che, oltretutto, nonostante alcune reciproche frecciate, i contatti tra il segretario del Carroccio e Luigi Di Maio non si sono mai interrotti.

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Berlusconi favorevole ad un 'governo del Presidente'?

Le ultime dichiarazioni in merito alla possibilità, peraltro concreta, che il Presidente della Repubblica suggerisca la composizione di un governo istituzionale con il sostegno di tutte le forze politiche sembrano divergenti. Salvini si oppone a questa soluzione e, in tal senso, trova la sponda del M5S. Berlusconi nicchia, l'ipotesi non lo trova sostanzialmente in disaccordo anche perché lo stesso ex premier ha ribadito in più circostanze che "ritardare le eventuali nuove elezioni è una priorità per il Paese".

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Inutile dire che sarebbe importante anche per il diretto interessato, sempre in attesa della sentenza della Corte Europea in merito alla sua candidabilità. Ma dai corridoi leghisti si sussurra che il sostegno di Berlusconi ad un governo del Presidente potrebbe portare ad inevitabili frizioni, le cui conseguenze non sono prevedibili, ma di fatto potrebbero portare alla rottura. Inutile dire che le conseguenze a livello elettorale potrebbero essere pagate molto care da Forza Italia, dunque la scelta in quel di Arcore va ponderata con estrema attenzione.

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Politica Matteo Salvini

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