Secondo Oscar Farinetti la chiusura domenicale forzata dei negozi potrebbe avere conseguenze apocalittiche sull’economia italiana. Il fondatore di Eataly - ospite della trasmissione radiofonica Circo Massimo su Radio Capital - giudica in maniera più che negativa la proposta lanciata dal governo giallo-verde, in particolare dal M5S. Farinetti, dopo aver lodato i giovani italiani, desiderosi secondo lui di adattarsi a qualsiasi mestiere, racconta che il 90% dei suoi dipendenti, interpellati attraverso un sondaggio “informale”, avrebbe giudicato una “follia” la proposta formulata dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio.

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D’altronde, spiega, Eataly dovrebbe riuscire comunque a restare aperta la domenica, in quanto servizio di ristorazione. Ma, in caso contrario, sarebbero centinaia i posti di lavoro a rischio.

‘Ottimista per il futuro'

“Ma i giovani italiani hanno voglia di lavorare, sono restii a fare lavori umili, o invece si adattano a tutto?”, domanda a Farinetti Massimo Giannini, uno dei due conduttori, insieme a Jean Paul Bellotto, di ‘Circo Massimo’.

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“La nuova generazione, secondo me - risponde sicuro il fondatore di Eataly - quella dei ventenni, venticinquenni, trentenni, è molto buona. Io trovo bellissime persone che hanno voglia di impegnarsi e si stanno dando da fare. È chiaro che non è il 100%, però queste generazioni sono nate in una situazione difficile e si stanno rimboccando le maniche. Sono molto ottimista per il futuro e quindi li giudico bene”.

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‘Una follia chiudere i negozi la domenica’

Oscar Farinetti prosegue poi nel suo ragionamento ricordando come, “da un mini sondaggio molto informale fatto tra tutti i nostri ragazzi (dipendenti di Eataly ndr), più di 3000 in Italia, sul tema del lavoro la domenica, al 90% giudicano che sia una follia chiudere i negozi di domenica. E sono prontissimi a lavorare, come già fanno, anche perché di domenica si guadagna un po’ di più, mi sembra il 30%”.

“Non dappertutto però”, lo interrompe Gianni cercando di interloquire. “Ma guardi che è obbligatorio per legge - mette le mani avanti il suo ospite - Succede di tutto in Italia, gente che non applica la legge, nel mio campo degli imprenditori, nel vostro campo dei media che racconta le bugie. Ce n’è di ogni, ma non sono la maggioranza. La maggioranza degli imprenditori si comporta bene”.

Farinetti: ‘Chiusura grave errore’

“Quindi lei dice è una follia vietare tout court il lavoro domenicale”, lo punzecchia ancora il giornalista di Repubblica.

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“Io ho smesso da tempo di utilizzare questi termini che oggi sono molto di moda ‘follia, vergognarsi’ - precisa Farinetti - è un errore, un grave errore perché perderemo un sacco di posti di lavoro. E poi i luoghi di vendita, chiamiamoli on land, cioè i negozi veri, fisici, vanno tenuti aperti quando la gente ha tempo di venire. Se li chiudiamo allora vincerà l’online, vinceranno i negozi virtuali”.

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L’attacco a Di Maio

Dice Di Maio: ‘queste liberalizzazioni alla fine hanno distrutto le famiglie italiane’”, lo incalza allora Giannini. “Seconde me - questa l’opinione di Oscar Farinetti - ci sono altre cose più gravi. Prima di tutto le famiglie italiane non sono distrutte, bisogna smetterla con questi termini apocalittici, di questa Italia che sembra la nazione più povera del mondo, disastrosa. È una nazione che non va così male rispetto ad un mondo che si trova in una situazione difficile. Ci si trova in un passaggio epocale dal mondo analogico al mondo digitale, siamo tutti disorientati, abbiamo una macchina nuova che non sappiamo ancora guidare bene, quindi stiamo facendo tutti molta fatica, ma a livello mondiale, a parte chi detiene i linguaggi di questi nuovi modelli sociali”.

‘Se passa la chiusura resteremo aperti o perderemo centinaia di posti’

“Se passa la legge delle chiusure domenicali a Eataly cosa succede?”, si intromette allora Bellotto. “Intanto succede che noi siamo in gran parte ristorazione e quindi probabilmente resteremo aperti - si inalbera il ‘padre’ di Eataly - caso mai dovessero tenerci chiusi, perderemo un 15% del fatturato che è irrecuperabile, e perderemo diverse centinaia di posti di lavoro. Dovremo andare a far dei conti. Sarebbe un vero disastro, sarebbe un grande problema. Non sarebbero più recuperabili perché oggi i negozi online sono aperti 24 ore su 24, non pagano più le tasse su insegne e rifiuti, portano gli utili fuori dall’Italia. Secondo me per il nostro Paese sarebbe quasi apocalittica una roba del genere. Credo e spero che ci ripensino”.

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