Viktor Oban, premier ungherese, oggi si presenterà a Strasburgo in occasione della seduta plenaria del Parlamento europeo. La ragione è una possibile attivazione dell'articolo 7 del Trattato sull'Unione europea, il quale prevede che, previa proposta motivata di un terzo degli Stati membri, del Parlamento europeo o della Commissione europea, il Consiglio, previa approvazione del Parlamento stesso, può prendere atto di un rischio evidente di violazione grave di uno dei valori fondanti della stessa Unione. Fino ad oggi la norma è stata applicata solo nei confronti della Polonia e tuttora il procedimento è ancora aperto.

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Sanzioni contro Orban: le origini

Il voto trae origine dal rapporto dell'eurodeputata Judith Sargentini, nel quale si segnalano le violazioni delll'Ungheria di diversi valori fondamentali dell'Unione, tra cui: le garanzie di indipendenza della magistratura, che dovrebbero essere proclamate dalla carta costituzionale, il riconoscimento della libertà di espressione e il riconoscimento dei diritti umani di migranti e rifugiati.

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Sanzioni contro Orban: il possibile esito

Per l'approvazione della proposta occorre la maggioranza dei due terzi. Fondamentale il ruolo della principale federazione di partiti, il Partito popolare europeo, i cui vertici appaiono diretti verso la salvezza del premier ungherese.

Il capogruppo Manfred Weber che, peraltro, sarà candidato alla presidenza della Commissione, non intende rompere i rapporti politici con Orban, soprattutto in vista delle prossime elezioni europee.

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Il malcontento all'interno della federazione, tuttavia, è ben evidente, specialmente tra i nordici; pertanto non è possibile contare certamente su una votazione favorevole all'Ungheria da parte di questi ultimi. Per tale motivazione, con ogni probabilità, Weber lascerà libertà di voto ai suoi colleghi.

La decisione definitiva arriverà in serata, anche sulla base delle dichiarazioni rilasciate dal premier magiaro.

Come si comportano i partiti italiani

Secondo fonti parlamentari vicine a Forza Italia, gli azzurri non hanno intenzione di votare contro l'Ungheria. Anche la Lega, sulla base delle dichiarazioni di Salvini ("l'europarlamento non può fare processi ai popoli e ai governi eletti"), voterà contro il report Sargentini. Fonti del Movimento 5 Stelle, invece, appaiono in una direzione completamente diversa, e questo potrebbe costituire motivo di scontro con gli alleati di governo.

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