Jair Bolsonaro è diventato ieri il nuovo presidente del Brasile. Come riportato da diversi mass media e agenzie di stampa internazionali, il candidato del Partito Social-Liberale ha stravinto le elezioni con il 55,7 % dei voti. In tal modo, lo stesso Bolsonaro ha praticamente 'stracciato' il candidato del Partito dei Lavoratori Fernando Haddad, il quale si è fermato al 44,30 %.

Nel suo primo discorso presidenziale Bolsonaro ha sostenuto che la sua è una 'missione di Dio'.

Nello stesso discorso, come riportato in un articolo di 'Repubblica', il neoeletto presidente dello stato latinoamericano ha dichiarato che è finito il tempo di 'flirtare' con il populismo, il socialismo e il comunismo nonché con l'estremismo di sinistra. Oltre a ciò, Bolsonaro non ha mai accennato al suo oppositore Haddad. Affermando invece: “Sapevamo dove andavamo, ora sappiamo dove dobbiamo andare. Tutti insieme cambieremo il destino del Brasile”.

La crisi della sinistra latinoamericana e il trionfo della 'destra militare' di impronta neoliberista

La vittoria di Bolsonaro in Brasile rappresenta indubbiamente l'esito della forte crisi Politica che sta interessando la sinistra brasiliana e latinoamericana in generale. Andando maggiormente nello specifico, gli scandali che hanno interessato l'era Lula nello stesso Brasile e la critica situazione venezuelana potrebbero porre fine al sogno del 'socialismo del XXI secolo'.

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Inoltre, tale crisi della sinistra populista e socialdemocratica dell'America latina ha parzialmente spiazzato la strada all'ascesa della destra e dell'estrema destra di impronta militare.

Tale 'destra militare' è indubbiamente molto ben rappresentata da Bolsonaro e dal suo movimento, il quale può contare anche sull'appoggio di una consistente parte dei settori politici dell'ultraconservatorismo cattolico.

Oltre a tale fatto, bisogna segnalare che il nuovo presidente del Brasile è un deciso sostenitore del neoliberismo economico ed è favorevole ad un graduale smantellamento del welfare state, sostenuto invece dai partiti e dai movimenti della sinistra dell'America latina.

Tenendo conto di ciò, alcuni analisti ed opinionisti hanno sostenuto che la nuova situazione politica del Brasile potrebbe risultare controversa anche e sopratutto a causa del passato dell'attuale presidente del più esteso paese latinoamericano.

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