Andrea Scanzi entra in scena e lascia sullo sfondo due protagonisti che, in queste settimane, continuano a lanciarsi frecciate vicendevolmente. Attraverso Il Fatto Quotidiano il giornalista ha avuto modo di analizzare la vicenda attraverso una chiave di lettura personale ed originale.

Roberto Saviano e Matteo Salvini, un rapporto burrascoso che trova sempre nuovi terreni dove battagliare dialetticamente e a Scanzi la cosa non è sfuggita.

L'ultimo è rappresentato dall'arresto di Mimmo Lucano, Sindaco di Riace e fautore di un discusso (ma anche apprezzato) modello d'accoglienza. L'autore di Gomorra ha definito il fatto "sconvolgente", ma logica conseguenza della "deriva autoritaria" presa da un'Italia che assomiglia sempre più a un "regime" grazie a comportamenti come quelli del Ministro dell'Interno. Salvini, appena saputo della questione giudiziaria, era stato protagonista di un post che scherniva i buonisti sull'immigrazione, Saviano e i fan di Lucano.

Scanzi dice di non averla con Saviano

Nel suo editoriale Scanzi sottolinea come la sua stima nei confronti di Saviano non sia in discussione. Le parole che gli riserva, tuttavia, non appaiono tenere. A partire da quando lo definisce come colui che ha saputo costruirsi il ruolo di "Re dei Buoni". Non lo convince, però, il fatto che si posizioni apertamente in difesa di un Sindaco che opera all'insegna de "il fine giustifica i mezzi" e che, come raccontato dalla Procura di Locri, "vive oltre le regole" seppur con fin umanitari.

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Matteo Salvini Lega Nord

Scanzi non perde occasione per ribadire la sua vicinanza a Saviano e la lontananza da Salvini, ma sottolinea come "questa demonizzazione maldestra e in servizio permanente di Salvini" giochi a favore del Ministro dell'Interno. Saviano, secondo il giornalista, non si rende conto di essere un testimonial involontario della Lega: "Più lui pontifica e più il nemico cresce".

I dubbi di Scanzi sull'opinione che Saviano ha dalla Legge e i video alla "Celentano"

Scanzi, tra l'altro, con un filo di ironia non condivide neanche le citazioni di Saviano che, prima scomoda Gaetano Salvemini, definendo "Ministro della malavita" Salvini e poi cita Bertold Brecht sottolineando che "quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere".

La Resistenza, per il giornalista de Il Fatto, dovrebbe essere scomodata al pensiero di eroi come Fenoglio e non a Mimmo Lucano "brava persona, ma eroe proprio no". Poi spazio alle interrogative retoriche piuttosto polemiche: 'se indagano Salvini la giustizia è buona mentre se arrestano un tuo amico allora è regime?" e con un po' di sarcasmo c'è un commento ai video postati con quelle "pause che in confronto Celentano è Il Mitraglia.

Sempre quelle carrettate di retorica".

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