Con un video pubblicato sulla sua pagina Facebook (guarda qui sotto), il senatore del M5S, Elio Lannutti, annuncia la presentazione in Senato di un disegno di legge sul tema del diritto e della tutela della prima casa degli italiani, che ha lo scopo di cancellare la riforma introdotta nel 2016 dal governo Renzi che, a detta di Lannutti, avrebbe negato ai debitori la possibilità di presentare un’offerta con prelazione sulla propria prima casa, finendo per favorire i creditori, ovvero banche e fondi speculativi.

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L’ambiziosa intenzione del presidente di Adusbef è quella di “invertire l’ideologia neoliberista dittatoriale che mette al primo posto banche e finanza criminale”. Secondo il senatore pentastellato, infatti, “prima vengono le persone, la dignità del lavoro, le famiglie. Poi il mercato, le banche, i banchieri e i fondi speculativi che lucrano sul sudore e sul sangue dei popoli”.

L’appello di Lannutti in difesa della prima casa delle famiglie italiane

“Giù le mani dalla prima casa”.

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È questa la parola d’ordine con cui Elio Lannutti decide di aprire il video di circa tre minuti con cui prova a spiegare i motivi che hanno spinto il Movimento a muoversi in difesa della tutela di un diritto ritenuto fondamentale.Il M5S ha presentato in Senato un disegno di legge per riscrivere alcune norme del Codice di Procedura Civile sulle esecuzioni immobiliari - spiega Lannutti - cancelliamo così la riforma introdotta dal governo Renzi nel 2016 e tuteliamo finalmente il diritto di proprietà dell’abitazione.

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M5S Matteo Renzi

Un diritto fondamentale riconosciuto dall’articolo 47 della Costituzione. Il nostro obiettivo in particolare - prosegue l’ex senatore dipietrista - è salvaguardare le famiglie, messe alle strette dalle procedure esecutive. Famiglie i cui debiti sono stati cartolarizzati e ceduti dalle banche a fondi avvoltoio e speculativi. Il diritto alla casa non può essere declassato a puro interesse, calpestato.

Un diritto di credito che da un lato viene ceduto con notevoli vantaggi anche di ordine fiscale per le banche, dall’altro consente a fondi anche esteri di speculare sul dolore della perdita della prima casa”.

“La gravità della situazione è certificata dai numeri - prosegue nella sua spietata analisi Lannutti - dal 2017 sono stati messi all’asta 280mila immobili di famiglie indebitate con le banche, che si sono disfatte di crediti deteriorati per 80 miliardi di euro, cedendoli a soggetti specializzati, soprattutto i fondi speculativi.

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E ricevendo in cambio una frazione dell’importo prestato. Queste procedure di recupero dei crediti fanno a brandelli quel doveroso senso di solidarietà che deve animare l’intera società e lo Stato in tutte le sue articolazioni”.

Il contenuto del ddl

“Questa proposta di legge - chiosa Elio Lannutti - vuole dare la possibilità a chi è sottoposto a esecuzioni di preservare l’immobile adibito a prima e unica casa, fornendo una serie di documenti attestanti la sua situazione.

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Con il deposito di una somma di non meno di 10mila euro, pari al valore a cui è avvenuta la cartolarizzazione. Ad esempio, se il debitore ha pagato per 15 anni un mutuo ventennale e, per una disgrazia, non riesce più a onorare il debito, non ha neppure la possibilità di presentare un’offerta sull’immobile cartolarizzato, acquistato a prezzo vile dai fondi avvoltoio o speculativi. La proposta di legge punta innanzitutto a cancellare la riforma introdotta dal governo Renzi, che nega al debitore la possibilità di presentare l’offerta, prevedendo il diritto di prelazione e un piccolo premio a favore di chi a rilevato il credito. Se ad esempio il fondo ha acquistato a 20, il debitore può offrire fino a 25. E per finanziarsi si prevede l’istituzione di un fondo per attivare linee di credito a tutela della prima casa, finanziate in parte dalla Cassa Depositi e Prestiti”.

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