A seguito dei violenti scontri scoppiati prima e durante la partita di campionato Inter-Napoli, giocata a San Siro il 26 dicembre scorso, sono innumerevoli e, naturalmente, di segno opposto, le reazioni politiche. A spiccare, come spesso accade, è la contrapposizione ideologica e di visione del mondo tra Matteo Salvini, ministro dell’Interno e leader della Lega, e Laura Boldrini, parlamentare della semi dissolta LeU ed ex presidente della Camera.

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Boldrini, che di calcio forse non se ne intende molto, ha invocato una misura estrema: fermare il campionato. Salvini, al contrario, si è detto persino contrario alla chiusura delle curve, proponendo invece il dialogo con le frange più ‘civili’ del tifo organizzato e la disputa delle partite a rischio solo di giorno.

Laura Boldrini vuole fermare il campionato

Sconvolta per la morte di un ultras di estrema destra del Varese (gemellato con quelli interisti), per il ferimento a colpi di coltello di almeno 4 tifosi napoletani per le strade di Milano e per i cori razzisti intonati dentro allo stadio di San Siro durante Inter-Napoli, Laura Boldrini ha affidato alle agenzie di stampa un breve quanto significativo commento.

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La parlamentare di sinistra dice “basta” alla violenza e all’odio nel mondo del calcio e si scaglia contro gli “interessi commerciali”, divenuti talmente importanti da mettere a rischio la “sicurezza dei cittadini” che vorrebbero assistere tranquillamente a una partita di pallone. L’accusa, generica e senza un destinatario preciso, è quella di aver “preferito girarsi dall’altra parte” per troppi anni, favorendo così l’ascesa della criminalità organizzata nelle curve.

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Matteo Salvini Inter

Insomma, secondo la deputata di LeU, non è più sufficiente mostrare cordoglio dopo l’ennesima tragedia, ma servono misure drastiche: “Il campionato deve fermarsi”, fino a che i violenti non saranno individuati e allontanati dalle manifestazioni sportive.

Matteo Salvini: dialogo con il tifo organizzato e pugno duro con i violenti

Sul caso della violenza negli stadi, e su quello di Inter-Napoli in particolare, il ministro dell’Interno Matteo Salvini si dimostra più morbido di Laura Boldrini.

Proprio lui che, da più parti, viene accusato di essere un ‘fascista’ privo di umanità, sostiene invece che, per risolvere il problema, bisogna sedersi “intorno ad un tavolo” con calciatori, presidenti, arbitri, giornalisti e rappresentanti del tifo organizzato. Insomma, separare i “tifosi per bene” dai “delinquenti”. Ospite l’altra sera di Tiki Taka, la trasmissione calcistica di Italia 1 condotta da Pierluigi Pardo, il leader della Lega ha anche fatto una proposta che sicuramente sarà andata storta a quei gruppi televisivi che detengono i diritti di trasmissione del campionato di Serie A: giocare tutte le partite a rischio alla luce del sole e non di notte per favorire il controllo da parte delle forze dell’ordine.

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Niente più big match all’ora di cena, dunque. Un vero incubo per Sky e Dazn.

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